Una notizia di cui non si parla

vaccino_8_59691Sui giornali italiani non si leggono notizie concernenti lo scandalo che sta interessando i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi. Dopo la pubblicazione dell’articolo del Dottor Brian S. Hooker di cui abbiamo riferito in un precedente articolo, è stata resa nota la fonte delle informazioni: il dott. William W. Thompson, Ph.D ricercatore e collaboratore dei CdC dal 1998. Sui media americani sono apparse le sue dichiarazioni che riteniamo utile riportare perché ognuno possa giudicare.

Mi dispiace di avere omesso, insieme ai miei coautori, informazioni statisticamente significative nel nostro articolo del 2004, pubblicato sulla rivista Pediatrics. I dati omessi suggerivano che i maschi afro-americani sottoposti al vaccino Morbillo-Parotite-Rosolia prima dell’età di 36 mesi presentavano un maggior rischio di sviluppare l’autismo. Le decisioni prese riguardo ai risultati da riportare dopo la raccolta dei dati hanno fatto si che il protocollo finale dello studio non sia stato rispettato”.

E’ questa l’ammissione, piena e definitiva, che i risultati dello studio sono stati manipolati per non rivelare quello che emergeva chiaramente: la relazione tra la somministrazione del vaccino MPR e l’autismo nei bambini afro-americani. E’ patetico leggere che la pubblicazione di Destefano dimostrerebbe l’innocuità del vaccino nella popolazione bianca di sesso femminile, tanto più che queste affermazioni provengono da una persona che “crede che i vaccini abbiano salvato e continuino a salvare innumerevoli vite. Non suggerirei mai a nessun genitore di evitare di vaccinare i bambini di ogni razza. I vaccini prevengono gravi malattie e i rischi connessi con la loro somministrazione sono notevolmente superati dai loro benefici individuali e sociali”.

Il dottor Thomson ammette di “avere omesso dati rilevanti in un particolare studio per un particolare sottogruppo per un particolare vaccino. I rischi legati alle vaccinazioni sono sempre stati riconosciuti e credo che sia responsabilità del CDC di comunicare correttamente i rischi connessi con la somministrazione di tali vaccini.”

Questa vicenda è tutt’altro che conclusa, ma per quello che a oggi è noto, possiamo fare queste prime considerazioni:

  1. L’immagine d’imparzialità e d’indipendenza dei CdC è gravemente danneggiata, il rigore scientifico messo in discussione anche perché non sono state adottate finora iniziative adeguate per fare piena luce sulla vicenda.

  2. Il problema dei conflitti d’interessi pesa come un macigno sugli studi pubblicati: la mancanza di chiarezza sul motivo per cui è stata falsificata una ricerca scientifica non permette di leggere con serenità pubblicazioni che sono arrivate alle medesime conclusioni dello studio fraudolento.

  3. Il fenomeno di carriere dalle “porte girevoli”, cioè la possibilità che un professionista dopo avere svolto un ruolo come “controllore” per un ente pubblico, ne esca come “controllato”, cioè come dirigente per industrie o lobby delle industrie va severamente regolamentato.

  4. Si conferma l’urgenza di numerosi studi INDIPENDENTI sull’efficacia e i rischi della pratica delle vaccinazioni di massa.

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3 Comments

  1. robertosays:

    Potrebbe indicare, in modo chiaro, preciso, circostanziato e inappuntabile sotto il profilo scientifico ove e come sarebbe stata falsificata la ricerca?

  2. robertosays:

    nel suo articolo si parla – come nello ‘studio’ di Hooker- di rischio relativo ma questa e’ una misura di associazione utilizzabile negli studi di coorte, non negli studi caso controllo, quindi gia’ qui vi e’ un errore .Non si possono trattare i dati di uno studio caso-controllo come se fossero di uno studio di coorte. Ancora, l’eventuale effetto di confondenti va trattato statisticamnte (non discorsivamente, un po’ all’italiana) con appositi strumenti.

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