Spacciatori di bufale

Non faccio parte del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), e pertanto non mi occupo di smascherare “bufale”, tuttavia da qualche tempo a questa parte mi trovo a dover sistematicamente smentire alcune dichiarazioni rilasciate ai genitori in materia vaccinale.
Per scavalcare dubbi, perplessità, o eventuali rifiuti delle vaccinazioni, invece che fornire dati tecnici aggiornati, medici e infermieri, o altri suggeritori più o meno occulti, utilizzano tutt’altro genere di argomentazioni. Eccone alcuni esempi: i genitori devono sapere che il dottor S. non possiede una laurea in medicina. Oppure: il dottor S. ha cambiato finalmente le sue idee da quando un bimbo, suo paziente, è morto di meningite. Ancora più creativa una pediatra, che si spera eserciti il mestiere con più competenza di quella che esibisce in fatto di legislazione: se non vaccinate vostro figlio potrei avvertire i magistrati, come questi mi hanno consigliato di fare (cioè i magistrati, che devono garantire la legalità, avrebbero consigliato alla dottoressa di violare la legge sul diritto all’obiezione vaccinale?!).
Riporto qui di seguito il testo originale delle lettere che ho ricevuto dalle madri alle quali la pediatra e un’infermiera hanno comunicato le informazioni di cui sopra: le sto riunendo in un dossier, e magari un giorno lo indirizzerò al CICAP, perché ci organizzi sopra un convegno sulle pseudo-scienze.

Caro dottor Serravalle, le scrivo per raccontarle questa chicca. Ieri mattina sono stata al distretto di Viareggio per firmare il foglio dell’obiezione alla vaccinazione. L’infermiera ha alzato gli occhi al cielo, poi parlando, è venuto fuori il suo nome e. . . L’infermiera, di cui purtroppo non conosco il nome, mi ha detto “ma lei lo sa che il signor Serravalle non è né pediatra né medico? Lo sa che è solo un omeopata?” Ovviamente le ho risposto, poi me ne sono venuta via. . .
Gent.mo Dott. Serravalle,
Le scrivo per esporle un fatto a mio avviso piuttosto spiacevole. Ieri, durante la visita di bilancio delle mie bimbe, ho parlato con la pediatra del fatto che non ho sottoposto la mia seconda figlia a vaccino MPR. Le sue espressioni perplesse e trapelanti la sua chiara superiorità medico-scientifica rispetto a noi semplici genitori non davano adito a dubbi su cosa pensasse.
A un certo punto, la dottoressa mi ha persino detto che alcuni magistrati le avrebbero consigliato addirittura di denunciare i genitori che non sottopongono i bambini all’esavalente.
È un fatto che non mi riguardava personalmente, visto che io, all’epoca malamente informata, l’ho fatto fare alle mie figlie, ma la cosa mi ha lasciato indignata e tristemente impotente. Com’è possibile arrivare a denunciare un genitore perché si rifiuta di sottoporre il proprio figlio a un trattamento sanitario di dubbia utilità e di possibile rischio?
Avrei solo voluto avere maggiori qualifiche (sono laureata in tutt’altro) per poter replicare alla pediatra in questione. Ma sono una semplice mamma e raramente le mamme, nel confronto con il sistema sanitario e coloro che lo rappresentano, hanno ragione…

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