Se la realtà supera la fantasia

Una delle voci più rilevanti della spesa pubblica è la sanità, con oltre 110 miliardi di euro. Secondo Monitor, la rivista dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) il 5-6% delle risorse è preda d’illegalità, frodi e corruzione: “Il fenomeno è in grado di incidere pesantemente, per le sue dimensioni, sia sull’efficienza, sulla qualità, sulla sicurezza, sull’equità di accesso ai servizi, sia, su un altro piano, sulla fiducia dei cittadini, e la fiducia dei cittadini è un bene essenziale di qualunque servizio pubblico”.


Credo che sia una stima al ribasso, e la fiducia crolla ancora quando si leggono notizie come quelle riportate da “L’Espresso” che rivela l’esistenza di un’inchiesta dei carabinieri dei Nas e della procura di Roma su un traffico internazionale di virus ad opera di Ilaria Capua, già Responsabile del Dipartimento di scienze biomediche comparate dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale (Izs) delle Venezie e altri dirigenti dell’Istituto. Anche il marito della Capua, ex manager di un’azienda attiva nella produzione veterinaria, sarebbe indagato insieme con altre 38 persone.
“Virus dell’aviaria spediti dall’estero in Italia in plichi anonimi, senza nessuna autorizzazione e violando tutte le norme di sicurezza, per produrre vaccini – scrive l’Epresso – Con il rischio di diffondere l’epidemia. Con un sospetto, messo nero su bianco dagli investigatori dell’Arma: c’è un business delle epidemie che segue una cinica strategia commerciale. Amplifica il pericolo di diffusione e i rischi per l’uomo, spingendo le autorità sanitarie ad adottare provvedimenti d’urgenza. Che si trasformano in un affare da centinaia di milioni di euro per le industrie. In un caso, gli inquirenti ipotizzano perfino che la diffusione dell’influenza tra il pollame del nord dell’Italia sia stata direttamente legata alle attività illecite di alcuni manager. E l’indagine ricostruisce i retroscena sullo sfruttamento dell’allarme per l’aviaria nel nostro Paese, che nel 2005 spinse il governo Berlusconi ad acquistare farmaci per 50 milioni di euro, rimasti inutilizzati”. http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/04/03/news/salute-quel-business-segreto-della-vendita-dei-virus-1.159618

Chi ha criticato gli inutili allarmismi sulle presunte pandemie, dalla SARS all’aviaria all’influenza suina, chi si è espresso sugli inutili allarmismi, sulla corsa ai vaccini inutili non poteva nemmeno immaginare cosa ci fosse dietro certe scelte si salute pubblica. Anche in questo caso spetta alla magistratura fare chiarezza, e i cosiddetti scienziati abbiano almeno il pudore di tacere.Se la realtà supera la fantasia
Una delle voci più rilevanti della spesa pubblica è la sanità, con oltre 110 miliardi di euro. Secondo Monitor, la rivista dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) il 5-6% delle risorse è preda d’illegalità, frodi e corruzione: “Il fenomeno è in grado di incidere pesantemente, per le sue dimensioni, sia sull’efficienza, sulla qualità, sulla sicurezza, sull’equità di accesso ai servizi, sia, su un altro piano, sulla fiducia dei cittadini, e la fiducia dei cittadini è un bene essenziale di qualunque servizio pubblico”.
Credo che sia una stima al ribasso, e la fiducia crolla ancora quando si leggono notizie come quelle riportate da “L’Espresso” che rivela l’esistenza di un’inchiesta dei carabinieri dei Nas e della procura di Roma su un traffico internazionale di virus ad opera di Ilaria Capua, già Responsabile del Dipartimento di scienze biomediche comparate dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale (Izs) delle Venezie e altri dirigenti dell’Istituto. Anche il marito della Capua, ex manager di un’azienda attiva nella produzione veterinaria, sarebbe indagato insieme con altre 38 persone.
“Virus dell’aviaria spediti dall’estero in Italia in plichi anonimi, senza nessuna autorizzazione e violando tutte le norme di sicurezza, per produrre vaccini – scrive l’Epresso – Con il rischio di diffondere l’epidemia. Con un sospetto, messo nero su bianco dagli investigatori dell’Arma: c’è un business delle epidemie che segue una cinica strategia commerciale. Amplifica il pericolo di diffusione e i rischi per l’uomo, spingendo le autorità sanitarie ad adottare provvedimenti d’urgenza. Che si trasformano in un affare da centinaia di milioni di euro per le industrie. In un caso, gli inquirenti ipotizzano perfino che la diffusione dell’influenza tra il pollame del nord dell’Italia sia stata direttamente legata alle attività illecite di alcuni manager. E l’indagine ricostruisce i retroscena sullo sfruttamento dell’allarme per l’aviaria nel nostro Paese, che nel 2005 spinse il governo Berlusconi ad acquistare farmaci per 50 milioni di euro, rimasti inutilizzati”. http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/04/03/news/salute-quel-business-segreto-della-vendita-dei-virus-1.159618

Chi ha criticato gli inutili allarmismi sulle presunte pandemie, dalla SARS all’aviaria all’influenza suina, chi si è espresso sugli inutili allarmismi, sulla corsa ai vaccini inutili non poteva nemmeno immaginare cosa ci fosse dietro certe scelte si salute pubblica. Anche in questo caso spetta alla magistratura fare chiarezza, e i cosiddetti scienziati abbiano almeno il pudore di tacere.

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