Se il bimbo non “mi mangia”

Il cibo come premio: “Se fai il bravo ti compro la cioccolata”.  Per insegnare ai bambini l’opportunismo: le cose vanno fatte solo in cambio di un premio.

Il cibo come punizione: “ Se non  mangi la verdura  non vai a giocare”. Per fare odiare ai bambini i cibi sani, abbinandoli ad emozioni punitive, e magari abbinando emozioni positive a cibi non sani (i regali dei Mc Donald’s).

 

Il rapporto tra cibo, inteso come nutrimento del corpo, e alimentazione, cioè quel complesso intreccio tra mente, emozioni, piaceri e doveri, ci fa porre tutti i giorni degli interrogativi.

Non esiste la dieta perfetta per tutti, ma certamente esistono sistemi alimentari migliori di altri. O, per lo meno, esistono errori evidenti che comportano un prezzo elevato per la salute dei bambini e dell’ambiente.

Occorre evitare il cibo-spazzatura. Questo termine (junk food o trashfood), comunemente riferito a qualsiasi alimento o bevanda ad alto contenuto calorico ma di scarso valore nutrizionale, fu coniato nel 1972 da Michael Jacobson, direttore del Center for Science in the Public Interest di Washington. Non è una novità: lo sappiamo tutti. La cosa difficile è metterlo in pratica. Per insegnare abitudini alimentari corrette ai nostri figli bisogna fornire l’esempio. Meglio se sono entrambi i genitori a darlo, concordi nelle regole educative e alimentari. Ma se i genitori si alimentano con panini imbottiti di salumi e bibite zuccherate a pranzo, e surgelati, scatolette, salsine di scarsa qualità a cena, poca frutta e verdura, nessun tipo di cereale integrale, sempre meno legumi e tanta carne e formaggio, come si può pretendere che i figli facciano diversamente? Il consumo eccessivo di merendine, patatine, snack, panini, bibite gassate è la prima causa di sovrappeso e obesità (secondo l’indagine “Okkio alla Salute” del Ministero della Salute).

Occorre fare uno sforzo per consumare alimenti biologici, prodotti il più vicino possibile alle nostre città, più buoni per noi e più sostenibili per l’ambiente. E pagarli il giusto. Bisogna mangiare meno carne: le statistiche dicono che ne consumiamo in media 250 grammi al giorno pro capite, cioè 92 chilogrammi l’anno.

Con il nuovo “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale sui consumi della Pubblica Amministrazione”, il ministero dell’Ambiente promuove un menu più vegetariano nelle mense scolastiche, accogliendo i suggerimenti della Lega antivivisezione, prestando più attenzione al benessere animale e all’impatto ambientale prodotto dagli allevamenti intensivi.

Ci auguriamo che le buone enunciazioni si traducano in pratica. Guardando le tabelle della refezione scolastica di molti comuni, le perplessità rimangono.

 

http://www.cibosostenibile.it/riefoli.pdf

http://www.repubblica.it/salute/alimentazione/2011/04/11/news/

meno_carne_e_pi_uova_bio_nelle_mense_di_scuole_e_uffici-14789860/?ref=HRLV-1

 

 

 

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