Salute & salari

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A Taranto ci si ammala, si muore d’inquinamento, ma è meglio non dirlo. I Ministri della Salute e dell’Ambiente preferiscono fare riferimento a dati epidemiologici non aggiornati (vecchi di dieci anni) rispetto a quelli più recenti del rapporto “Sentieri” dell’Istituto superiore di sanità. Lo studio segnala in provincia di Taranto nel 2003/2008 un eccesso di mortalità del 10% per tutti le cause, per i tumori del fegato e dei polmoni un aumento del 24 %, per i linfomi del 38%, per i mesoteliomi del 306 %: significa che la mortalità per questa malattia è tre volte più alta che altrove.

Tra i bambini si registra un aumento del 35% di decessi sotto un anno di età, con un picco di morti nel periodo perinatale del +71%. Ci sarebbero “eccessi statisticamente significativi correlabili in molti casi all’inquinamento .. e di  un alto livello di persuasività scientifica nel vedere un nesso tra questi dati e l’inquinamento”. I risultati dello studio sono stati elaborati, stampati e comunicati alla Procura della Repubblica il 30 marzo di quest’anno, ma per gli esponenti delle Istituzioni ancora non vanno divulgati.  Meglio che i cittadini non sappiano.

L’assenza d’informazioni valide e aggiornate è quanto si lamenta da tempo anche riguardo alla sicurezza delle vaccinazioni. Basti ricordare che per la vaccinazione antipolio, il rischio di una paralisi flaccida provocata dalla vaccinazione di Sabin era atteso in 1 caso ogni 2.500.000-4.000.000 di dosi praticate. In realtà in Italia tra il 1996 e il 1998 ci sono stati 10 bimbi lesi: 8 si sono ammalati di poliomielite post-vaccinica dopo la prima dose di Sabin, 1 dopo la terza dose e 1 è deceduto (tutti ufficialmente riconosciuti dal Ministero della Sanità). L’incidenza reale è stata ben lontana dalle stime ufficiali, pari a 1 caso ogni 150.000. E tutto questo per una malattia scomparsa nel nostro Paese dal 1982. Anche i dati completi delle reazioni avverse e dei danneggiati dalle vaccinazioni sono negati a un’opinione pubblica che accetta sempre meno di rilasciare deleghe in bianco e vuole informazioni libere ed esaurienti per una scelta consapevole. Rendere pubblici questi dati significa affermare che anche i vaccini, come tutti i farmaci, possono avere effetti collaterali e reazioni avverse gravi e importanti, sino alla morte. Si annullerebbe uno dei dogmi vaccinali: quello della sicurezza. E allora è meglio tacere, sperando che nessuno si accorga che il re è nudo.

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