Preferisco Bio

Nonostante la crisi economica il consumo di alimenti biologici è in aumento. In Italia nell’ultimo anno tre famiglie su quattro hanno acquistato almeno un prodotto biologico, nel 2011 i consumi sono cresciuti del 9%, nei primi 6 mesi del 2012 l’aumento è di oltre il 6% . E’ da più di cinque anni che si conferma questo trend positivo. Il giro d’affari, stimato al consumo, è di più di 3 miliardi di euro collocando il nostro Paese al quarto posto nella graduatoria europea, dietro Germania, Francia e Regno Unito, e sesto a livello mondiale. Non stupiscono gli attacchi dei sostenitori di OGM, di pesticidi e fertilizzanti chimici. Molti giornali hanno dato notizia di uno studio comparativo sul valore nutrizionale di alimenti biologici e convenzionali pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine che ha affremato: “Non è dimostrato che gli alimenti biologici siano molto più nutrienti rispetto a quelli convenzionali. Il consumo di alimenti biologici può ridurre l’esposizione ai residui di pesticidi e batteri resistenti agli antibiotici”.

Non si tratta di una nuova ricerca, ma di una “revisione” della letteratura pubblicata, condotta alla Stanford University. Sui  5.908  articoli vagliati dagli autori, solo il 4% ha soddisfatto i criteri di indagine e di questi appena 17 hanno come tema la salute umana. Tra gli studi analizzati, diversi sono risultati leggermente favorevoli al biologico, ma il livello di significatività statistica non è stato ritenuto sufficiente a generalizzare le conclusioni. E’ evidente come la metodologia adottata possa avere influenzato i risultati della ricerca. Sono state effettuate delle sotto-analisi su alcuni specifici alimenti, da cui  sono emerse indicazioni che contraddicono sostanzialmente le conclusioni a cui è pervenuto il gruppo di ricerca.
Ad esempio nel latte materno delle mamme olandesi nutritesi solo con cibo bio hanno trovato livelli più elevati di 2 acidi grassi benefici (acido linoleico coniugato e acido trans-vaccenico); hanno poi riscontrato che nelle urine dei bambini alimentati con cibo bio c’è in media il 30% di residui di pesticidi in meno; hanno inoltre trovato una maggiore presenza di fenoli nella carne di pollo e di maiale allevati con metodo biologico; hanno evidenziato una significativa maggiore presenza di fosforo nei cibi bio (componente essenziale delle membrane cellulari sia animali che vegetali), ma tutte queste evidenze sono state ritenute di nessuna rilevanza clinica. Nel testo dell’articolo si legge, tra l’altro: “Tra le mele bio e le mele convenzionali non sono state rilevate differenze di residui di pesticidi una volta sbucciate”.

 Lo studio comunque afferma che:

  • l’esposizione ai pesticidi chimici era significativamente più bassa nel cibo biologico
  • l’esposizione a batteri resistenti agli antibiotici erano significativamente più bassa nel cibo biologico
  • “il consumo di cibo biologico può ridurre l’esposizione ai residui di pesticidi ed ai batteri resistenti agli antibiotici”.

Queste considerazioni non sembra rappresentare un ‘valore’ importante per la salute rispetto alla ricerca dei contenuti in (micro)nutrienti dei singoli alimenti. Peccato che i ricercatori americani non abbiano voluto (o potuto) indirizzare la ricerca sul rischio degli alimenti OGM, che non sono consentiti nel cibo biologico; sulle conseguenze per la salute dei bambini di coloranti, conservanti, additivi; sulla presenza degli ormoni bovini sintetici presenti nel latte industriale rispetto a quello biologico, o sull’impatto ambientale delle coltivazioni industriali per il pianeta. I pesticidi chimici non vengono trovati soltanto nei raccolti, ma anche nelle falde d’acqua, nei fiumi e  negli oceani. Nessuna testata giornalistica che abbia trattato la questione si è data la pena di ricordare questo aspetto fondamentale benché sia una delle ragioni principali per comprare il biologico. Lo studio dichiara di non avere ricevuto finanziamenti da alcuna fonte.

Sarà’…..

http://www.aiab.it/

http://annals.org/article.aspx?articleid=1355685

http://www.medscape.com/viewarticle/770371?src=nldne

http://www.aiab.it/images/stories/bioVSconv.pdf

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Commenti: 9

  • #1

    cristina (lunedì, 17 settembre 2012 14:28)

    noi compriamo più bio possibile, o almeno Km0, ma la spesa è decisamente un problema e si fa quel che si può. credo che l’aumento del consumo del biologico in Italia possa essere attribuito anche alla maggior offerta. qui in Romagna la Coop Adriatica ha una linea bio dai costi abbordabili (soprattutto stando attenti alle offerte) e dalla qualità discreta. sarà ‘vero’ biologico? chissà.. non si spiegherebbe per quale motivo 1 vasetto di pelati biocoop costa A e quello di AlceNero costa Ax2.. (AlceNero però è più buono al gusto…); posso solo sperare nella bontà della certificazione, e ringraziare la grande distribuzione che ha finalmente aperto gli occhi su quello che per lei è, alla fine, un buon business e che per i nostri figli è una manna. Personalmente, comprerei bio anche solo per questo vantaggio: sono convita che il coltivatore o l’allevatore che pratica il metodo biologico metta nel suo mestiere un ingrediente raro e insostituibile, che regala dignità a tutta la filiera: quell’ingrediente si chiama amore.

  • #2

    pozzugno (lunedì, 17 settembre 2012 20:09)

    Purtroppo il bio è un business e come tale regolato dalle leggi del mercato… che è quello del massimo profitto.
    E’ vero, ci sono i controlli e le cerficazioni, ma siamo in Italia e possiamo immaginare cosa succede durante questi controlli, chi sono i controllori e come vengono guadagnate (cioè pagate) queste certificazioni.
    Il discorso in linea generale è condivisibile: bio è meglio. Ma dove trovare il vero bio? Probabilmente solo se lo coltivi tu.

  • #3

    Mario Apicella (lunedì, 17 settembre 2012 21:51)

    L’agricoltura bio è l’unica controllata in campo,
    ha moltissime pecche legate all’eccessiva burocrazia (tutta italiana)come al condizionamento che le grandi aziende tipo Coop esercitano sugli istituti di controllo,la frutta è spesso acerba o comunque a lungo conservata in frigo, le produzioni a volte arrivano da zone poco controllabili. Tuttavia ritenegono non si debba mai perdere l’idea che bio è di gran lunga meglio dell’avvelenamento quotidiano a cui da cinquant’anni, in maniera sconsideratamente crescente, ci stanno sottoponendo insieme ai nostri figli a livello mondiale.
    I Consorzi che vendono veleni sono gestiti dalla Coldiretti che sconsiglia da sempre di produrre bio (anche se gli è stato concesso di partecipare alle biodomeniche e di avere un’associazione Bio!) La Coop e l’Esselunga utilizzano il Bio per attirare i consumatori più attenti, ma in realtà lo pagano male e lo considerano malissimo, guadagnando al 99% dalla vendita di ben altri prodotti super trattati. Oltre all’alternativa di coltivare in prorpio o nelle stesse aziende bio un orto famigliare, vale la pena di entrare in contatto con le aziende bio a km zero, sottocasa o ai bordi delle metropoli, la rete ci offre la possibilità di trovarle in un attimo, di entrare in contatto con loro e di valutarne la sincera genuinità, facciamolo e inostri bambini ci ringrazieranno, mentre la stessa spesa inizierà a ridursi nei costi complessivi.

  • #4

    Francesca (martedì, 18 settembre 2012 09:12)

    Facciamo un pò d’ordine,mio marito con i fratelli gestisce un’azienda agricola BIO dall’86. Forse una delle prime in italia,grazie alla lungimiranza di loro padre che si era totalmente “disamorato” dell’uso ed abuso che si faceva in agricoltura di pesticidi,antifungini ecc. Mario ha detto una cosa giustissima,prendete la macchina e andate a visitarle sul posto,smettiamola con la logica del”fa tuttto schifo” a prescindere. vorrei ricordare a pozzugno che io ringrazio di essere in Italia almeno sotto questo punto di vista,il controllo sull’alimentare che abbiamo nel nostro paese se lo sognano in altre nazioni,e non parlo del Botswana,ma degli Stati Uniti e co.Parlo per diretta conoscenza essendo medico veterinario.Il vantaggio che ho io nel crescere i miei 2 figli con quello che produciamo(sapendo come) è un vantaggio enorme,quasi un privilegio.Certo è che bisogna a volte fare dei piccoli sacrifici ed andare direttamente in azienda a fare la spesa piuttosto che in un supermercato dove non si “vede” come si produce. Noi non vendiamo a nessuna grande azienda proprio per evitare le coercizioni di cui sopra,i nostri clienti sono tutti gruppi d’acquisto fatte da persone che comprano individualmente per uso finale…Basta scegliere.

  • #5

    Sabine Eck (mercoledì, 19 settembre 2012 20:30)

    che bello!… le medesime considerazioni sul tema vengono discussi in questi giorni sul blog di cucina consapevole: www.ilpastonudo.it (interessante articolo del prof Giannattasio).
    Queste ricerche scientifiche con i paraocchi fanno veramente pena e offendono perfino il normalissimo buon senso.

  • #6

    Michela D (venerdì, 21 settembre 2012 10:30)

    Consumo biologico da anni.. E il biologico che preferisco in fatto di verdure e’ il mio orto!! Quanta fatica faccio lavoro, figli, casa giardino orto.. Ma mi ritengo super fortuna ad andare a vedere cosa le mie pianticelle mi donano e poi decidere il menù!! Credo che piano piano le cose cambieranno.. Queste pubblicaz anche se di parte non sono pero riuscite a nascondere i risultati veri a chi ha un occhio attento!! Grazie per i suoi articoli

  • #7

    alessandra (martedì, 25 settembre 2012 13:27)

    A chi mi dice “ma sei sicura che se compri biolgogico lo sia veramente?” rispondo ” se lo compro NON biologico sono sicura che NON lo è”

  • #8

    Riccardo (mercoledì, 24 ottobre 2012 12:29)

    Concordo con Alessandra: se devo scegliere, preferisco acquistare qualcosa che con molta probabilmente è più sano.
    Oltretutto basta leggere gli ingredienti dei prodotti bio per capire che c’è una differenza di fondo: si cerca di dare un prodotto di qualità, non un prodotto che sia “buono” al palato…

  • #9

    Rosalba (domenica, 04 novembre 2012 00:26)

    E’ vero che se un prodotto costa A lo stesso prodotto biologico costa 2XA… ma quante cose superflue (dolciumi merendine, succhi… svariati cibispazzatura e non solo) compriamo solo perchè entriamo in un supermercato? Quando vado a Rigoli o a S.Martino a ulmiano, direttamente in campo, a comprare le verdure biologiche e a km0 compro un prodotto appena colto, locale, biologico e in quantità adatta al mio consumo, niente di più di quello che mi serve!

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