Poco dentifricio e niente gocce di fluoro

1645400-il-met-du-dentifrice-un-peu-partoutSono andate a rileggere le Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva dopo una discussione con un collega odontoiatra che ha consigliato a un lattante l’uso di gocce di fluoro.

Ho avuto conferma che la modalità raccomandata per la prevenzione della carie è l’uso locale di dentifrici contenenti fluoro, non la sua somministrazione in gocce o compresse. Il dentifricio non va mai adoperato nel primo anno di età, poi va usato in dosi minime e con qualche precauzione perché quantità eccessive aumentano il rischio di fluorosi, cioè la comparsa di macchie scure indelebili sui denti. Si raccomanda di fare in modo che i bambini non deglutiscano il dentifricio proprio per evitare un assorbimento sistemico del fluoro. Il lavaggio dei denti va fatto con l’aiuto dei genitori e, per precauzione, con dosi minime di pasta dentifricia: prima dei tre anni bisogna limitarsi a “sporcare” appena le setole dello spazzolino, nei bimbi più grandi la dose da usare è pari alle dimensioni di un mezzo cecio.

Cito il testo: “ad oggi, l’effetto preventivo post-eruttivo del fluoro, ottenuto attraverso la via di somministrazione topica, è considerato più efficace
rispetto a quello pre-eruttivo ottenuto attraverso la via di somministrazione sistemica. L’evidenza scientifica sull’efficacia dell’utilizzo della fluoroprofilassi per via sistemica è, infatti, controversa; in letteratura sono presenti vari studi che confermano l’efficacia degli integratori di fluoro nella dentatura permanente mentre nella dentatura decidua il grado di efficacia non è ancora stato chiarito (…) Il dentifricio fluorato, quindi, rappresenta un mezzo di somministrazione di primaria importanza nella prevenzione della carie”.

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2 Comments

  1. sarebbe meglio terminare l’ultima frase in questo modo: “Il dentifricio fluorato, quindi, rappresenta un mezzo di somministrazione importante nella prevenzione della carie solo per la dentatura permanente ma non per la dentatura decidua”. Ritengo che non sia di primaria importanza perchè l’effetto primario è dato, specie nella dentatura inferiore, dall’effetto pulente della saliva che in modo ‘naturale’ rimuove la maggior parte dei residui di cibo dalla dentatura. Durante le ore di riposo notturno si ritiene che questo effetto pulente della salivazione sia molto ridotto per cui ha un senso lavarsi i denti la sera. L’utilizzo del fluoro nel dentifricio ha un’efficacia comunque sicuramente inferiore rispetto alle applicazioni dentarie di fluoro da parte del dentista per cui se da un lato è vero che è dimostrato un effetto positivo nell’uso del dentifricio fluorato, non è vero che questo sia il metodo più efficace. Anzi le linee guida dei dentisti pediatri europei (e canadesi) ritengono inefficace l’assunzione di fluoro per via sistemica al di sotto dei 6 anni, cosa che è ignorata sia dal Ministero della salute, sia dall’associazione italiana di pediatria come è linkato in un mio articolo di ben due anni fa che si può leggere a questo indirizzo http://www.babyprojects.it/joomla/articles/health/85-lassunzione-di-fluoro-per-via-sistemica-e-realmente-utile e in cui ci sono i due pdf che mi sono stati inviati dall’università di palermo che ha condotto studi analoghi ed ha confermato queste evidenze. Il Fluoro è un elemento che ha un potere tossico molto elevato e va assolutamente evitato il rischio di assunzione per via sistemica sia durante la gravidanza che nei primi 6 anni di vita di un bambino

  2. inoltre avevo dimenticato di aggiungere che la misura più efficace in assoluto di prevenzione contro la carie non è quella di agire ex post (il pasto) ma ex ante (il pasto) e cioè di evitare di assumere il saccarosio, il normale zucchero da cucina che invece affolla quasi ogni cibo che la dieta conteporanea mediamente prevede anche per i bambini più piccoli quando invece è stranoto che l’uomo ha introdotto lo zucchero solo a partire da 100/200 anni (con Napoleone c’è stata la diffusione industriale e di massa dello zucchero) e che l’uomo non ha alcuna necessità di assumere certi zuccheri in quanto la natura propone cibi con apporto calorico e indice glicemico ben più fisiologici di quello per cui l’esposizione al rischio carie è dato da abitudini alimentari assolutamente dannose e che vanno stigmatizzate nonostante gli enormi interessi dell’industria alimentare a mantenere elevato il consumo di saccarosio (glucosio+fruttosio).

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