Pesce radioattivo?

 L’European committee for radiation risk ha previsto che nei prossimi 50 anni 200.000 persone che vivono nel raggio di 100 kilometri da Fukushima potranno sviluppare un cancro. La Tokyo Electric Power Co. ha annunciato lo sversamento nell’Oceano di 15.000 tonnellate di acqua radioattiva che si sono accumulate nel corso delle operazioni di raffreddamento dei reattori. L’’Agenzia per la sicurezza nucleare giapponese ha rilevato, ad oggi, un tasso di iodio radioattivo 3.355 volte superiore al limite legale nel mare a 300 metri dalla centrale nucleare. Le risposte ufficiali al rischio delle radiazioni continuano ad essere sporadiche e contraddittorie, soprattutto per le popolazioni locali, che sono lasciate in una condizione confusa e rischiosa. Occorrono analisi e consulenze indipendenti. Occorrono informazioni esaurienti che impediscano all’industria internazionale del nucleare a continuare a giocare con le conseguenze di questo disastro.

Se davvero l’inquinamento nucleare dell’Oceano sarà così vasto, dobbiamo temere in un futuro prossimo di trovarci nel piatto pesce radioattivo?

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