Risposta a una lettera piena d’insulti e priva di idee

Egregio Dottor Troiano,

dal momento che lei avanza accuse molto circostanziate contro un generico medico anti-vaccinista, e dal momento che quelle accuse non mi si applicano affatto, non sono certo di essere io l’oggetto della sua indignazione.
Questa abitudine di mostrare certezze ferree sulle malefatte di individui senza nome e cognome devo dire che non è di per sé indice di molta serietà, giacché è la serietà al centro del suo discorso, giusto? L’assoluta serietà di chi come lei denuncia la frode che è in persone come me. Corretto? Allora ammettiamo che la persona cui lei si riferisce sia io, dal momento che ho in comune con l’anonimo che lei ha accusato (dimostrando poco esercizio di quella virtù che si chiama coraggio) il fatto di non condividere le sue posizioni in materia di vaccini, di fare conferenze e di scrivere libri sull’argomento.

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Egregio Presidente di Emergency,

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mi è stato segnalato un suo intervento sul tema vaccini nella sua pagina Facebook che mi ha indirettamente coinvolto. Per questo sono andato a leggere il post e ho trovato alcune affermazioni che m’inducono a scriverle.
La discussione nasce dalla sua affermazione che “la copertura media nazionale ha raggiunto il livello più basso degli ultimi dieci anni per quasi tutte le vaccinazioni. Ci si vaccina di meno, ci si ammalerà di più. Mentre molti si dannano, nei Paesi “a basse risorse”, per cercare di aumentare la copertura vaccinale, vedere l’Europa che torna indietro è inquietante, preoccupante, e un tantino deprimente.
Dopo queste poche righe, ha sentito il bisogno di intervenire molte altre volte, per un totale di circa 6000 battute. Come regolarmente avviene in tali occasioni, il suo post è diventato per molti occasione per la consueta palestra di insulti, di diffamazioni per chi non è allineato al pensiero dominante.

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L’agenda dei nostri bambini

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Alle 8 in macchina per andare a scuola, per rimanervi anche fino alle 16. Alcuni andranno poi in piscina, altri in palestra, o a lezione di musica o d’inglese, tutte attività che si svolgono al chiuso. Gli spostamenti sempre in macchina. Poi si torna tra le mura domestiche, magari davanti alla televisione per “rilassarsi” un po’. La giornata finisce così, e le ore passate a giocare all’aria aperta sono praticamente assenti nell’impegnatissima agenda dei nostri bambini.

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