Questa bizzarra campagna contro l’abuso di antibiotici

Una indagine epidemiologica statunitense su 1.401 bambini, valutati fino al sesto anno d’età, afferma che la somministrazione precoce di antibiotici è associata ad un rischio aumentato di asma e allergie, anche cutanee. L’effetto negativo degli antibiotici si è dimostrato particolarmente evidente nei bambini senza storia familiare di asma ed allergie.(1) E’ la conferma di altri lavori scientifici che hanno denunciato coma l ‘esposizione ad almeno un ciclo di antibiotici nel primo anno di vita sembra essere un fattore di rischio per lo sviluppo di asma infantile.(2)

Intendiamoci: nelle infezioni batteriche gli antibiotici rimangono un presidio efficace e prezioso, ma sono inutili nelle patologie causate da virus, le più frequenti tra i bimbi.

Condividi:
Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on Google+Share on Facebook

Intelligenza e cibo spazzatura

Sono state analizzate le abitudini alimentari di 3.966 bambini inglesi. Questi sono stati suddivisi in tre gruppi: uno comprendeva quelli che consumavano regolarmente cibi ricchi di grassi e zuccheri (patatine confezionate, carni trasformate, piatti già pronti, dolci prodotti industrialmente), un secondo quelli che seguivano una dieta a base di carne, verdure e patate, e  un ultimo composto da quanti portavano avanti un’alimentazione ricca di frutta, verdure e pesce e cibo preparato in casa. Sono stati seguiti per alcuni anni, e, raggiunti gli otto anni e mezzo di età,  sono stati sottoposti a dei test per la valutazione del quoziente intellettivo. I bambini che, dall’età di tre anni, consumavano spesso cibi trasformati e ricchi di grassi e zuccheri, avevano un livello di intelligenza inferiore rispetto ai coetanei che  seguono una dieta più accorta. Le mie perplessità sulla misurazioni dell’intelligenza attraverso test “scientifici” rimangono, ma si rafforza la convinzione che meno spesso i bambini mangiano da McDonald’s, meglio è.

Kate Northstone, Carol Joinson, Pauline Emmett  Andy Ness, Tomáš Paus, Are dietary patterns in childhood associated with IQ at 8 years of age? A population-based cohort study Epidemiol Community Health doi:10.1136/jech.2010.111955

Condividi:
Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on Google+Share on Facebook

L’età del morbillo

 

L’epidemiologia del morbillo è stata modificata dalla vaccinazione. Dapprima era una malattia eccezionale nel primo anno di vita del bambino (1), oggi è sempre più frequente anche in lattanti di pochi mesi.

Le donne in età fertile che non hanno avuto la malattia naturale ma che sono state vaccinate presentano livelli di anticorpi bassi e trasmettono al neonato una protezione inefficace.

Condividi:
Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on Google+Share on Facebook

Ed il pesce, allora?

Il 17 dicembre, durante una tempesta con venti fino a 120 km/h e onde alte fino a 9 metri, il cargo-traghetto “Venezia” della Compagnia Grimaldi, in navigazione da Catania a Genova, avrebbe “perso” due semirimorchi carichi di sostanze solide inorganiche.  L’allarme è stato dato ben 11 giorni dopo l’inabissamento dei 224 fusti, contenenti ciascuno 200 chili di catalizzatori di monossido di cobalto e molibdeno, “materiale che, al contatto con l’aria, può infiammarsi sprigionando polveri e gas nocivi”.

Condividi:
Email this to someoneTweet about this on TwitterShare on Google+Share on Facebook