L’utilità della febbre

I Ricercatori del Dipartimento di Immunologia di Buffalo (New York) hanno pubblicato sul Journol of Leukocyte biology uno studio che conferma l’importanza della febbre nei meccanismi immunitari. Hanno condotto un esperimento su topi, riscontrando che un aumento della temperatura corporea favorisce la generazione e la differenziazione di un particolare tipo di linfociti, chiamati CD8- cellule T citotossiche, che sono in grado di distruggere le cellule infettate dai virus (ed anche le cellule tumorali).

 A tutti gli animali è stato iniettato un antigene che ha provocato l’attivazione delle cellule T. Successivamente, ad un gruppo di questi roditori è stata fatta aumentare la temperatura corporea di 2 gradi centigradi, ad un altro la temperatura è stata mantenuta nei valori normali. Il risultato è che nei topi con rialzo della temperatura si è trovato un maggior numero di linfociti CD8 in grado di distruggere le cellule infettate.

 

 E’ l’ennesima conferma che la febbre non è altro che una risposta fisiologica agli agenti infettivi. Non è una malattia, ma il modo più naturale con cui il nostro organismo riesce a superare le infezioni. L’aumento di poche linee della temperatura corporea inattiva e distrugge molti microrganismi patogeni. Non lasciamoci prendere dall’ansia quando il termometro registra qualche linea in più, non precipitiamoci a ricorrere agli antipiretici, agli antiinfiammatori, agli antibiotici, al cortisone, soprattutto se il bambino con la febbre ha un comportamento normale, se gioca, mangia, ride e salta come sempre. Bisogna vigilare ed intervenire solo se la temperatura si alza davvero troppo, o se le condizioni generali appaiono compromesse. L’abuso dei farmaci riduce in realtà le possibilità di guarire in fretta e bene. Lasciamo che la febbre svolga il suo compito: cerchiamo di ricordarlo prima di abusare di farmaci.

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