Lettera aperta a Rosario Cavallo (responsabile gruppo vaccini Acp)

 

Lettera aperta a Rosario Cavallo (responsabile gruppo vaccini Acp), Federica Zanetto (presidente Acp) in risposta a quanto scritto: http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/lavoro-e-profhttp://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/lavoro-e-professione/2016-07-29/cara-fnomceo-subito-sanzioni-gli-antivaccinatori-no-ad-annunci-gattopardeschi-lettera-aperta-pediatri-acp-federazione-114715.php?uuid=ADVAIazessone/2016-07-29/cara-fnomceo-subito-sanzioni-gli-antivaccinatori-no-ad-annunci-gattopardeschi-lettera-aperta-pediatri-acp-federazione-114715.php?uuid=ADVAIaz

Egregi Colleghi,

leggo la Vostra lettera aperta inviata alla FNOMCeO e avverto la necessità di intervenire perché, nonostante non sia citato personalmente, si fa chiaro riferimento alla mia partecipazione al documentario Il ragionevole dubbio, da voi citato con indignazione in quanto accusate il video di essere “emotivamente molto coinvolgente” e di concludersi con “l’inquadratura di una targa apposta in una piazza, intitolata alla memoria di bambini uccisi dalle vaccinazioni obbligatorie”. Comprendo dalle vostre dichiarazioni che dovete avere visto il trailer, ma non il video. Ma la questione più grave è un’altra perché una cosa è infiammarsi nel difendere l’efficacia delle pratiche vaccinali, altra cosa è trovare ingiuriosa la rappresentazione della realtà.

Il video non si conclude con l’inquadratura della piazza, però quella piazza non è un’invenzione della regista Ambra Fedrigo. Quella piazza si trova a Verona. Ho partecipato alla cerimonia in ricordo di Marco e Andrea Tremante, solidarizzando con il padre Giorgio che, dopo avere perso due figli, assiste da 40 anni un altro figlio, gravemente danneggiato dalla pratica vaccinale. Erano presenti il Sindaco Tosi, Consiglieri comunali, l’Arcivescovo, rappresentanti delle Forze Armate e della Polizia, Parlamentari e soprattutto tanta, tanta gente. Il Professor Giulio Tarro ha ricordato nel suo intervento che il vaccino antipolio (e queste parole hanno avuto un peso particolare, avendo collaborato con Sabin alla sua realizzazione) ha salvato tante vite ma ha causato anche alcune “vittime”, quali i bambini cui è stata intitolata la piazza, in rappresentanza dei tanti altri danneggiati non riconosciuti o taciuti o dimenticati. Si è trattato quindi di un’attestazione di solidarietà di una città intera, con le sue istituzioni più rappresentative per un fatto noto e accertato che non può essere messo in discussione o sminuito. La Salute Pubblica non si tutela impedendo di raccontare la verità, ancora di più si offende semplicemente il buonsenso e si calpesta la democrazia invocando un bavaglio per chi racconta la storia di una famiglia gravemente danneggiata ed esigendo la radiazione dall’Ordine per chi esprime un dissenso non sulle vaccinazioni, che sono uno strumento di prevenzione utile a ridurre morbilità e mortalità di alcune malattie infettive, ma su alcuni aspetti di questa pratica che la rendono meno sicura, sui rischi dell’ipervaccinazione, sulla scarsa qualità delle informazioni fornite alle famiglie.

Non ho idea di cosa sia esattamente per voi un “anti-vaccinatore” dal momento che sembra ascriviate alla categoria anche chi si dichiara consapevole dell’efficacia di molti vaccini, ma rifiuta l’ipervaccinazione. A giudicare da quanto scrivete chi sostiene questo è da equiparare ad un soggetto che desta allarme sociale sulla base di elementi del tutto avulsi dalla realtà con l’effetto di compromettere gravemente la salute pubblica. Non mi sembravano certo persone da iscrivere a questa categoria i partecipanti alla cerimonia che ho ricordato, e nemmeno le centinaia di Colleghi che hanno scritto, senza ricevere risposta, al Presidente Ricciardi per avanzare delle proposte per migliorare l’offerta vaccinale in Italia.

Non conosco un solo medico, pro o contro l’attuale calendario vaccinale, che dichiari l’inutilità di tutti vaccini o che si sottragga alla richiesta di praticarli. Nella Vostra lettera fornite alcuni esempi delle affermazioni che – per il solo fatto di essere formulate- meriterebbero la radiazione dall’Ordine, proprio perché pronunciate nel contesto del documentario.

La realtà è un po’ più complessa da quella da Voi rappresentata, per questo lascio parlare altre fonti, la cui autenticità potrete verificare. Spero non vorrete proporre anche per loro provvedimenti di radiazione.

  1. La tempistica e la complessità dei calendari vaccinali è stato recentemente argomento di discussione sul BMJ1. Secondo Tom Jefferson e Vittorio Demicheli “nessuna prova sul campo ha confrontato l’efficacia e gli effetti nocivi di tutti i vaccini utilizzati dei vari programmi elencati nella recente infografica del BMJ. I programmi di vaccinazione dell’infanzia pongono problemi complessi e delicati perché riflettono una molteplicità di fattori: l’entità della minaccia della malattia bersaglio del vaccino, la capacità dei vaccini di produrre l’immunità e di causare effetti avversi contenuti, la durata dell’effetto e (ultimo ma non meno importante) i fattori organizzativi.  Quando i programmi di vaccinazione sono ideati e progettati, raramente sono disponibili i dati scientifici necessari per arrivare a tali complesse decisioni, come quelle relative alla tempistica di ogni vaccinazione, tenendo conto delle problematiche di sviluppo e dell’effetto che ogni vaccino produce sulle risposte agli altri vaccini”.

  2. L’importanza di raccogliere una attenta e dettagliata raccolta anamnestica delle condizioni fisiologiche e patologiche del bambino e dei suoi familiari prima della somministrazione dei vaccini è patrimonio comune. Cito una recente Relazione di Consulenza Tecnica Medico-Legale che, pur disconoscendo il rapporto tra sindrome autistica e vaccinazioni, afferma riguardo ai rischi di comparsa di reazioni avverse: “ A ciò si associa la frequente disattenzione sulle condizioni del bambino nei 40 giorni antecedenti l’inoculo vaccinale in relazione a comparsa di febbre, virosi, patologie esantematiche fruste, somministrazioni anche estemporanee di farmaci a qualunque livello immuno-interferenti quali ad esempio steroidi anche in formulazioni topica dermatologica, anche banali patologie contratte in ambito scolastico o da nido materno”, e osserva che “se ci dobbiamo basare sulle raccomandazioni fornite da numerosi studi scientifici, le linee guida dell’OMS e di ACIP e AAFP non sembrano assolutamente adeguate per promuovere una corretta sicurezza vaccinale”. Il Collegio dei consulenti è composto da 3 membri, il Professor Aldo Ferrara Docente di Malattie Cardio-Polmonari nell’Università di Siena, il Professor Giovanni Rezza Direttore del Dipartimento di malattie infettive e immunomediate dell’Istituto Superiore di Sanità, e la Dottoressa Francesca Romana Fusco Dirigente medico presso la Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma. Non credo sia necessario aggiungere commenti.

  3. In conclusione, pochi studi hanno valutato l’associazione tra l’intero programma di immunizzazione o le variazioni del programma sullo stato di salute generale, e nessuno studio ha esaminato direttamente i risultati di salute…  Nessuno studio ha confrontato le differenze nei risultati dello stato di salute tra bambini completamente immunizzati e bambini mai vaccinati… La ricerca esistente non è stata progettata per testare l’intero programma di immunizzazione. La commissione ritiene che, sebbene l’evidenza disponibile sia rassicurante, non sono stati condotti studi per esaminare gli effetti a lungo termine del numero cumulativo di vaccini o di altri aspetti del programma di immunizzazione”. Sono affermazioni provenienti da Istituzioni non tacciabili di antivaccinismo2 , almeno fino a quando sarà consentito in Italia dibattere una proposizione scientifica.

  4. L’affermazione che le vaccinazioni non siano sempre efficaci è noto a chiunque abbia letto un testo di Pediatria; qui ricordo soltanto che, secondo i Centers for Desease Control americani, cioè l’organo ufficiale di sorveglianza sanitaria degli USA l’efficacia del vaccino antinfluenzale dello scorso anno è stata appena del 23%3 e che gli stessi Bollettini di sorveglianza virologica dell’Istituto Superiore di Sanità hanno riconosciuto che: “Nella seconda parte della stagione ha maggiormente circolato il sottotipo A (H3N2), nell’ambito del quale si è osservato un sostanziale grado di mismatch antigenico rispetto al ceppo vaccinale”. Cioè che non c’era corrispondenza tra il virus circolante e quello contenuto nel vaccino. Eppure i costi di una vaccinazione inefficace hanno gravato sul bilancio della Sanità, proprio mentre si dibatteva sull’appropriatezza prescrittiva. In pochi hanno chiesto conto di questi soldi sprecati o delle cifre ingenti spese per la vaccinazione anti pandemica.

  5. La diffidenza dei medici nei confronti della vaccinazione antinfluenzale è nota; lo sottolinea anche il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2012-2014. Si ritiene che solo il 15% dei medici si sia sottoposto alla vaccinazione anti H1N1 e che sia di poco superiore la percentuale di quanti eseguono la vaccinazione antinfluenzale stagionale45. Non saranno sfuggite ai Colleghi le decine di pubblicazioni che contestano l’efficacia della vaccinazione antinfluenzale, soprattutto le Revisioni Cochrane riguardanti i bambini da 6 mesi a 2 anni di età. Sono troppo numerose per citarle, ma le fornirò se richiesto. Sono anche loro antivaccinatori?

  6. La vaccinazione antiHPV è oggetto di accese discussioni, con ampia e documentata letteratura che ne segnala i rischi e la non ancora provata efficacia sulla neoplasia cervicale. Non potendo riportare qui tutta la letteratura esistente (sono centinaia di articoli, confermo la mia disponibilità a farlo qualora richiesto), ricordo soltanto che Nordic Cochrane Center ha pubblicato un documento in cui accusa l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) di scarsa trasparenza e serietà nel valutare la sicurezza del vaccino contro il papilloma virus6 .

  7. Sull’efficacia della vaccinazione antipenumococcia, i giudizi sono contrastanti. Non potendo (ancora una volta) citarli tutti, ricordo un articolo, PNEUMOCOCCAL DISEASE BETWEEN OLD AND NEW VACCINES (Medico e Bambino 2010;29:636-642) a firma proprio del dottor Rosario Cavallo, in cui si sostiene tra l’altro che “La vaccinazione antipneumococcica 7-valente, anche nelle Regioni a buona copertura vaccinale, non ha ridotto l’incidenza della principale patologia invasiva, la meningite, che è invece aumentata (da un totale di 1494 casi negli anni 1998-2003 a un totale di 1694 casi negli anni 2004-2009).” E che si è verificato anche in Italia il “rimpiazzo dei tipi”, cito ancora: “Nello stesso tempo i ceppi vaccinali PCV7 che causavano il 49% delle meningiti nel periodo pre-vaccinale, causano solo il 30% delle malattie invasive in quello post-vaccinale.Questo “rimpiazzo” riguarda, sia pure in misura minore, l’intera gamma dei ceppi presenti nel vaccino 13-valente: i ceppi non vaccinali (PCV13) che riguardavano il 26% delle meningiti del periodo pre-vaccinale sono diventati causa del 32% delle MPI del periodo post-vaccinale. Il “rimpiazzo” è stato accompagnato da un aumento degli empiemi associati a polmonite pneumococcica”. Sono accusato anche di aver sottoscritto queste affermazioni?

  8. La possibile tossicità di alcuni adiuvanti, quali l’alluminio, per alcuni soggetti è nota, e ribadisco ancora la possibilità di fornire centinaia di pubblicazioni a riguardo.

  9. L’esistenza delle reazioni avverse ai farmaci e alle vaccinazioni è una realtà che non si può ignorare, in primis come uomini e poi come medici. Offrire solidarietà a queste famiglie è un dovere che va al di là della professione, esattamente come l’assistere e comprendere il dolore di chi ha perduto un congiunto per una malattia infettiva prevenibile. Oltre alla famiglia Tremante, sono circa 700 le persone danneggiate gravemente dalla pratica vaccinale cui il Ministero ha riconosciuto il diritto a un indennizzo ai sensi della 210/92. Sono una minoranza perché la burocrazia è impietosa, perché il sistema di vaccino-sorveglianza sottostima ampiamente quanto accade nella realtà. I medici che compilano la scheda di segnalazione di sospetta reazione avversa sono una minoranza. Eppure il Rapporto sulla sorveglianza post-marketing dei vaccini anno 2013, riporta a pagina 31 l’esistenza di 7 decessi riferibili alla vaccinazione antinfluenzale7. Il fenomeno dell’undereporting è noto. “Negli USA viene segnalata solo 1 reazione su 10 in seguito a somministrazione di vaccini”.. L’interpretazione dei dati della vaccino-vigilanza è associata ad una sostanziale incertezza.” ha affermato il Commissario della Food and Drug Administration David Kessler. Sul Bollettino d’Informazione sui Farmaci, Bimestrale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (2/08) si può leggere: “Le segnalazioni spontanee di sospette reazioni avverse sono uno strumento poco utilizzato in ambito pediatrico…È azaznecessaria un’azione di sensibilizzazione sugli operatori sanitari per stimolare le segnalazioni che sono spesso sottovalutate e poco utilizzate”.

La crescente disaffezione popolare” nei confronti delle vaccinazioni ha radici più complesse e motivazioni più profonde di quelle da Voi indicate. I genitori che decidono di adottare calendari vaccinali alternativi o di non vaccinare rappresentano la parte più istruita della popolazione, con titoli di studio superiori, più desiderosa di informazioni esaurienti e complete. Ce n’è un estremo bisogno. Il Rapporto del Censis su “La cultura delle vaccinazioni in Italia” ha evidenziato “una conoscenza non del tutto adeguata” sulla pratica vaccinale, dato che “solo una piccolissima percentuale (5,6%) è stata in grado di indicare che allo stato attuale in Italia le vaccinazioni obbligatorie sono 4, e che l’11,2% del campione intervistato indica di aver sottoposto i figli a vaccinazione ma di non ricordare a quale vaccini”. Qui c’è l’urgenza di intervenire.

La perdita di credibilità delle Istituzioni e dell’operato dei medici non si recupererà con provvedimenti restrittivi, con sanzioni e radiazioni, con minacce di esclusione dalla frequenza degli asili. I rapporti con l’industria farmaceutica, i conflitti d’interessi non sempre dichiarati (solo il 70% dei mediciitaliani ha accettato di rendere pubblici i compensi ricevuti dalle aziende farmaceutiche per attività di ricerca, consulenza, partecipazione a congressi ed eventi di formazione), l’esistenza di calendari vaccinali regionali differenti l’uno dall’altro, la mancata disponibilità dei vaccini singoli (quello anti-rosolia in primis, o quello anti-difterite- vaccinazione obbligatoria), l’aumento del numero delle vaccinazioni proposte (antirotavirus, antipneumococco per anziani, antiHPV per i maschi nonostante pareri discordanti in letteratura scientifica, per citarne alcuni), la non obbligatorietà delle vaccinazioni nella maggior parte dei Paesi europei ad alto reddito, alimentano questi sentimenti.

Lascio a chi mi sta leggendo, poi, il pronostico riguardo agli effetti che possa avere sul sentimento di fiducia il proporre misure sanzionatorie dell’Ordine dei Medici per i partecipanti ad un filmato che ritrae la targa di una pubblica piazza inaugurata al cospetto delle autorità pubbliche.

Dottor Eugenio Serravalle

Pediatra

Presidente AsSIS (Associazione di Studi e Informazione sulla Salute)

eugenioserravalle@virgilio.it

1 BMJ 2016 ; 352 doi: http://dx.doi.org/10.1136/bmj.i867 (Pubblicato 23 febbraio 2016)Cite questo come: BMJ 2016; 352: i867

2 The Childhood Immunization Schedule and Safety Stakeholder Concerns, Scientific Evidence, and Future Studies Committee on the Assessment of Studies of Health Outcomes Related to the Recommended Childhood Immunization Schedule; Board on Population Health and Public Health Practice; Institute of Medicine.Washington (DC): National Academies Press (US); 2013 Mar 27

 

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3 Comments

  1. Proietti Lucianosays:

    La lettera propone un’analisi della realtà medica vaccinale obiettiva e documentata da pubblicazioni di organismi indipendenti e Ufficiali.
    Tale impostazione non è stata finora praticata da nessuna delle Associazioni pediatriche (SIP, SIPPS, ACP) e mediche (OMCEO) e “scienziati” di vari Istituti Pubblici che in questi mesi intervengono su riviste pediatriche, mediche, giornali, riviste, quotidiani, televisioni, invitando la popolazione a vaccinarsi con un accanimento fanatico sospetto, accusando chi non segue il “dogma della vaccinazione” di usare un “repertorio infinito di stupidaggini basate sulla paura, l’arroganza, la superstizione o la semplice ignoranza” (G. Bignami, presidente Istituto Nazionale di Astrofisica, la Repubblica, 23 luglio 2016)
    I messaggi di arroganza, superstizione, paura, minaccia di sanzioni e radiazioni sono esattamente quello che propongono le Istituzioni sanitarie e le associazioni suddette.
    Se l’obiettivo delle Istituzioni mediche è la salute pubblica e l’adesione alle campagne vaccinali, il metodo usato determina perdita di credibilità da parte della popolazione e, come si rileva da anni, produce esattamente l’effetto contrario: sempre meno persone seguiranno i consigli delle Autorità sanitarie.
    Totale condivisione di pensiero e solidarietà al dottor Serravalle.

  2. Terrysays:

    Se si arriva a minacciare di “radiazione”, è perchè non si ha più nulla da obiettare e l’unica via d’uscita sembra essere quella del “fare la voce grossa”.
    Da 18 anni ho un’Amica, che ha compiuto 98 anni all’inizio di questo mese: sul suo frigorifero, in bella vista, c’è un messaggio:
    CHI ALZA LA VOCE SPEGNE LA MENTE.

  3. Guglielmo Ferrarosays:

    Impeccabile analisi. Con la chiarezza e la precisione che lo contraddistinguono, Serravalle evidenzia l’insostenibilità delle misure punitive previste dalle autorità sanitarie contro quei medici che, anche se in scienza e coscienza e sulla base dei risultati di numerosi studi presenti nella letteratura scientifica mondiale, esprimono dubbi o critiche in materia vaccinale.
    Una Sanità che mostra poca attenzione verso la ricerca della verità scientifica non suscita credibilità.
    Speriamo in tempi migliori!

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