“L’avevo detto io”

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Se insistiamo a parlare di quanto successo nel corso della famosa “pandemia” influenzale del 2009 non è per motivi autocelebrativi. Non è sufficiente scrivere: “’avevo detto io!” Abbiamo provato grande soddisfazione quando le nostre previsioni si sono rivelate esatte, smentendo le ipotesi catastrofiste dei vari dirigenti ministeriali. Quando abbiamo denunciato l’esistenza di conflitti d’interessi nella vicenda abbiamo ricevuto accuse isteriche e forsennate. I nostri sospetti hanno avuto numerose conferme. La più recente si può leggere in un’analisi su articoli di stampa che ha rivelato che gli accademici che promuovevano l’uso di antivirali, mettendo in evidenza i rischi dell’influenza, avevano più probabilità di avere legami con l’industria rispetto a quelli che non raccomandavano l’uso di questi farmaci.
Lo studio ha preso in esame 425 articoli pubblicati su vari giornali tra aprile e luglio 2009. Gli autori sono andati in cerca dei conflitti d’interesse degli accademici intervistati: borse di studio, onorari, inviti a fare conferenze, contratti di lavoro e di consulenza, o possesso di azioni. 18 dei 61 accademici intervistati (30%) avevano conflitti d’interesse e avevano, rispetto a quelli senza conflitti d’interesse, 6 volte più probabilità di predire alti rischi per il pubblico. 20 scienziati avevano raccomandato specifici farmaci e vaccini in 36 articoli; la metà aveva dei conflitti d’interesse e la probabilità di promuovere l’uso di inibitori della neuraminidasi era 8.4 volte superiore rispetto a quella degli scienziati senza conflitti d’interesse. Solo in 3 dei 425 articoli vi era qualche cenno a possibili conflitti d’interesse.
Da: http://www.nograzie.eu/h1n1-gli-scienziati-avevano-legami-con-lindustria/#more-493

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