La vaccinazione antitetanica

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“Sono mamma di una bimba di 12 mesi sottoposta alla prima dose di esavalente. Ho deciso di sospendere i vaccini perché la piccola ha avuto reazioni avverse, così ho deciso di prendere tempo, di informarmi anche attraverso il suo libro, e sono arrivata alla conclusione che non vaccinerò mia figlia. Sono molto incerta per l’antitetanica non so cosa fare, una mia amica ha detto che in caso il figlio si facesse male in ospedale userebbero del sangue infetto invece del siero per l’antitetanica è vera questa cosa? Se decidessi di vaccinare mia figlia come devo procedere giacché lei ha fatto già la prima dose di esavalente devo ricominciare da capo oppure fare altri due richiami?
Riporto questa lettera perché è una richiesta molto frequente, e che rivela come circolino sempre strane credenze. Nei soggetti non vaccinati, in caso di ferite a rischio, è consigliata (ma non imposta) la somministrazione delle immunoglobuline tetaniche. Queste non sono sangue infetto, ma sono un emoderivato, cioè sono ricavate dal sangue di una persona malata. Ovviamente ci sono tutta una serie di controlli per assicurare la non pericolosità di queste immunoglobuline. Questi controlli negli anni scorsi sono stati assolutamente inadeguati e insufficienti (ai tempi in cui Ministro della Salute era De Lorenzo, assistito dalla cricca Poggiolini, ve li ricordate?), oggi la situazione sembra essere decisamente migliorata. La somministrazione delle immunoglobuline serve per avere una protezione immediata, mentre il vaccino ha bisogno di circa 15 giorni per funzionare.
Non importa ricominciare il ciclo vaccinale dall’inizio, ma la nuova inoculazione è la seconda dose a tutti gli effetti. Può essere utile eseguire prima il dosaggio degli anticorpi contro questa malattia. Nella foto allegata si può leggere il livello degli anticorpi contro il tetano in un bambino di 1 anno non vaccinato. Il valore di 0,1UI/ml è considerato protettivo. Non sono in grado di dare una spiegazione perché in genere si ritrovano anticorpi solo dopo aver avuto la malattia o dopo la vaccinazione. Nessuna di queste due condizioni si è verificata nel bambino in questione, o in quei tanti che ho potuto esaminare con risposte simili. Sarebbe il caso di indagare senza pregiudizi.

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