Intelligenza e cibo spazzatura

Sono state analizzate le abitudini alimentari di 3.966 bambini inglesi. Questi sono stati suddivisi in tre gruppi: uno comprendeva quelli che consumavano regolarmente cibi ricchi di grassi e zuccheri (patatine confezionate, carni trasformate, piatti già pronti, dolci prodotti industrialmente), un secondo quelli che seguivano una dieta a base di carne, verdure e patate, e  un ultimo composto da quanti portavano avanti un’alimentazione ricca di frutta, verdure e pesce e cibo preparato in casa. Sono stati seguiti per alcuni anni, e, raggiunti gli otto anni e mezzo di età,  sono stati sottoposti a dei test per la valutazione del quoziente intellettivo. I bambini che, dall’età di tre anni, consumavano spesso cibi trasformati e ricchi di grassi e zuccheri, avevano un livello di intelligenza inferiore rispetto ai coetanei che  seguono una dieta più accorta. Le mie perplessità sulla misurazioni dell’intelligenza attraverso test “scientifici” rimangono, ma si rafforza la convinzione che meno spesso i bambini mangiano da McDonald’s, meglio è.

Kate Northstone, Carol Joinson, Pauline Emmett  Andy Ness, Tomáš Paus, Are dietary patterns in childhood associated with IQ at 8 years of age? A population-based cohort study Epidemiol Community Health doi:10.1136/jech.2010.111955

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