Il tribunale di Torino indaga sui vaccini esavalenti

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I vaccini obbligatori sono quattro: l’antidifterite, l’antitetanica, l’antipoliomielite e l’antiepatite virale B. Senza nemmeno fornire questa informazione, ai bambini di 3, 5 e 11 mesi di età è iniettato un vaccino esavalente che contiene anche i due vaccini facoltativi contro la pertosse e l’Haemophilus influenzale di tipo b.
Mesi fa il Codacons aveva denunciato a diverse Procure della Repubblica questa pratica, sottolineando il rischio per i bambini di danni legati alla multi-somministrazione e il maggior costo ( la spesa stimata è di circa 114 milioni di euro all’anno)..
La Procura di Torino aveva richiesto l’archiviazione dell’esposto Codacons, ma il Gip del Tribunale, dott. Gianni Macchioni, accogliendo l’opposizione dell’associazione, ha ordinato al Pubblico Ministero di proseguire le indagini.


Si legge nel provvedimento del Gip: “Gli accertamenti disposti dal P.M. rispondono direttamente ad un solo quesito, dando conto in termini esaustivi del fatto che la vicenda non abbia comportato un pericolo per la salute pubblica… la CT offre una risposta indiretta ed incompleta, limitandosi a spiegare che le vaccinazioni di massa producono un doppio beneficio, preservando dalla malattia coloro i quali vengono vaccinati e dando altresì luogo ad una drastica riduzione delle concrete possibilità di diffusione del morbo. Un’argomentazione degna della massima considerazione anche e soprattutto nell’ambito delle funzioni di prevenzione devolute al SSN ma che non pare esaustiva, sia perché richiede di essere coordinata con la differente disciplina vigente, che distingue tra vaccini obbligatori e non, sia perché non spiega la scelta dei vaccini da associare a quelli obbligatori. D’altra parte, come con divisibilmente rileva il Codacons, occorre accertare se davvero sia in atto la prassi dallo stesso ente denunciata e se essa, nella misura in cui appare contrastare, in concreto, col diritto costituzionalmente garantito alla scelta delle cure, sia frutto di determinazioni da parte dell’autorità preposta impropriamente sensibili nei confronti di interessi privati”.
Il Tribunale di Torino ha quindi rigettato la richiesta di archiviazione; ora la Procura avrà sei mesi di tempo per rispondere ai quesiti posti dal Gip e dal Codacons.

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