Il momento migliore

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il latte materno è l’alimento ideale per i bambini fino a sei mesi di vita senza necessità di alcuna integrazione.Anche le Linee Guida del Ministero della Salute consigliano di integrare con cibi solidi e semisolidi l’alimentazione da questa età. Secondo l’ESPGHAN (European Society of Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition) è opportuno iniziare lo svezzamento quando il bambino sta in posizione seduta, mantiene la testa dritta, se coordina gli occhi e le mani, afferra il cibo, lo mette in bocca, ed è in grado di deglutirlo. La mamma e tutta la famiglia hanno il diritto di compiere una scelta libera e consapevole sull’allattamento e l’alimentazione del bambino, e per questo devono avere accesso a un’informazione corretta.
Capita molto spesso che ai bambini di soli quattro mesi siano proposti i cosiddetti “alimenti speciali per l’infanzia” preparati dall’industria. Questi prodotti, inventati per i prematuri, non servono a bambini in perfetta salute. Né serve la frutta a quell’età per abituare, per preparare il bambino alle pappe che saranno accettate facilmente se proposte al momento giusto.
E’ sorprendente come si accetti acriticamente la pratica delle vaccinazioni di massa, e come invece si disattendano così spesso le indicazioni ufficiali sulla nutrizione. E’ noto che la durata dell’allattamento è correlata alla protezione della salute del bambino, soprattutto per malattie come l’obesità, l’atopia, compresa l’asma bronchiale, le infezioni, e della mamma, per il ridotto rischio, ad esempio del tumore al seno. Il latte di mamma è considerato oggi una necessità sociale, perché garantisce benefici anche negli adulti del domani, con riduzione della morbilità e mortalità della popolazione e conseguenti risparmi di spesa per il sistema sanitario. Se una parte delle ingenti risorse economiche destinate ad alcuni vaccini di dubbia efficacia fossero dirottate per favorire l’allattamento materno esclusivo nei primi sei mesi, e l’allattamento prolungato fino ad almeno due anni (se mamma e bimbo sono d’accordo) guadagnerebbero in salute i bambini oggi e gli adulti domani.Il momento migliore

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il latte materno è l’alimento ideale per i bambini fino a sei mesi di vita senza necessità di alcuna integrazione. Anche le Linee Guida del Ministero della Salute consigliano di integrare con cibi solidi e semisolidi l’alimentazione da questa età. Secondo l’ESPGHAN (European Society of Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition) è opportuno iniziare lo svezzamento quando il bambino sta in posizione seduta, mantiene la testa dritta, se coordina gli occhi e le mani, afferra il cibo, lo mette in bocca, ed è in grado di deglutirlo. La mamma e tutta la famiglia hanno il diritto di compiere una scelta libera e consapevole sull’allattamento e l’alimentazione del bambino, e per questo devono avere accesso a un’informazione corretta.
Capita molto spesso che ai bambini di soli quattro mesi siano proposti i cosiddetti “alimenti speciali per l’infanzia” preparati dall’industria. Questi prodotti, inventati per i prematuri, non servono a bambini in perfetta salute. Né serve la frutta a quell’età per abituare, per preparare il bambino alle pappe che saranno accettate facilmente se proposte al momento giusto.
E’ sorprendente come si accetti acriticamente la pratica delle vaccinazioni di massa, e come invece si disattendano così spesso le indicazioni ufficiali sulla nutrizione. E’ noto che la durata dell’allattamento è correlata alla protezione della salute del bambino, soprattutto per malattie come l’obesità, l’atopia, compresa l’asma bronchiale, le infezioni, e della mamma, per il ridotto rischio, ad esempio del tumore al seno. Il latte di mamma è considerato oggi una necessità sociale, perché garantisce benefici anche negli adulti del domani, con riduzione della morbilità e mortalità della popolazione e conseguenti risparmi di spesa per il sistema sanitario. Se una parte delle ingenti risorse economiche destinate ad alcuni vaccini di dubbia efficacia fossero dirottate per favorire l’allattamento materno esclusivo nei primi sei mesi, e l’allattamento prolungato fino ad almeno due anni (se mamma e bimbo sono d’accordo) guadagnerebbero in salute i bambini oggi e gli adulti domani.

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