Il gregge ha una sua immunità

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Una persona non vaccinata che vive tra tanti vaccinati gode della herd immunity, si dice comunemente. I soggetti vaccinati riducono la circolazione dei virus e dei batteri responsabili delle malattie e diminuiscono la possibilità che i non vaccinati possano ammalarsi. Questa “immunità di gruppo” (o di gregge o di branco) si realizza quando il 95% della popolazione è vaccinata contro una determinata malattia.

Esistono però alcuni dati contradditori che necessiterebbero di spiegazioni da parte degli esperti che, anche in questi giorni, sottolineano che non solo l’Europa, ma il mondo intero è a rischio poliomielite. Sono 6 le strutture organizzative regionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: Europa (EURO), con sede a Copenaghen; Africa (AFRO), con sede a Brazzaville nella Repubblica del Congo; Mediterraneo orientale (EMRO), con sede al Cairo in Egitto; Sud-est asiatico (SEARO), con sede a Nuova Delhi in India; Americhe (AMRO), con sede a Washington, D.C. negli Stati Uniti; Pacifico occidentale (WPRO), con sede a Manila nelle Filippine.

I dati della regione AMRO che mi hanno colpito sono riassunti nella tabella successiva. Indicano le coperture vaccinali in quei Paesi in cui non dovrebbe esistere l’herd imAmunity perché è troppo bassa la percentuale di soggetti vaccinati .

I casi riportati in questa Regione sono ZERO, che è Polio-free, secondo l’OMS.

Anche nella Regione WPRO, a coperture basse

Non corrispondono epidemie di poliomielite. Anche questa Regione è Polio-free

Al contrario casi di poliomielite sono presenti nelle regioni AFRO, EMRO, SEARO. In Nigeria, Afghanistan, Pakistan la malattia è endemica, in altri Paesi è epidemica nonostante si continui ad utilizzare massicciamente il vaccino OPV. Proprio in queste aree si concentra la gran parte dei casi di polio causati dal vaccino orale.

L’esistenza della herd immunity dovrebbe garantire la popolazione dalla diffusione di epidemie: se la copertura è al di sotto del 95% la malattia può ricomparire, se è al di sopra del 95% il virus non dovrebbe circolare tra la popolazione. Ma i dati su esposti indicano che in numerosi Paesi la malattia ha comportamenti e andamenti completamente differenti: in alcuni paesi è completamente sparita, in altri ricompare a ondate epidemiche, in altri ancora rimane endemica indipendentemente dalle coperture vaccinali. Perché?

Si pensa che questo dipenda dall’esistenza di “cluster” di soggetti suscettibili, cioè dall’esistenza di gruppi di persone che vivono in comunità non vaccinate. Ma i dati smentiscono questa affermazione: la presenza di epidemie in paesi con alte coperture vaccinali si potrebbe spiegare con la presenza di questi “cluster” di non vaccinati, ma ciò non spiega l’assenza di malattia in popolazioni poco e mal vaccinate.

Dopo l’allarme polio in Israele, una pubblicazione apparsa sul Lancet, ripresa dalla stampa nazionale, lancia l’allarme polio in Europa, per la segnalazione di 10 casi di malattia in Siria. Si sottolinea il rischio che rifugiati provenienti da quell’area geografica possano diffondere l’epidemia anche in Europa, soprattutto in Austria, Bosnia e Ucraina che hanno coperture vaccinali inferiori al 95%. Ho scritto all’Autore dell’articolo, esprimendo le mie perplessità, e mi è stato risposto che nei paesi in cui si usa la vaccinazione di Salk c’è sempre la possibilità che si verifichi la trasmissione del virus della polio ,anche se la maggior parte delle persone sono vaccinate. Senza fare riferimento al valore del 95% dell’herd immunity, che sembrerebbe quindi non valere per i Paesi che usano il vaccino inattivato.

Tutto ciò continua a non spiegare il comportamento della malattia, che è indifferente alle coperture vaccinali, ma che è puntuale nel comparire nelle zone povere del pianeta, dove le condizioni igieniche sono precarie, dove la malnutrizione compromette l’immunità dei bambini, o negli scenari di guerre, dove i profughi che cercano di sfuggire alle atrocità ed ai massacri conducono una vita priva delle risorse più elementari.

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Commenti: 12

  • #1Elena(giovedì, 14 novembre 2013 10:22)
  • grazie Dott.Serravalle,
    come sempre ci aggiorna e ci mette a conoscenza di cio’ che spesso non viene detto.
    Elena mamma di Matteo (non vaccinato)
  • #2Michela(giovedì, 14 novembre 2013 10:38)
  • Il gregge… stia “solo” attento ai lupi…
  • #3Camillo(giovedì, 14 novembre 2013 11:58)
  • In tutto questo io vedo anche un rischio in più, perché in pratica si sta sostenendo, o cercando di sostenere, che la vaccinazione, anche con % vicini o superiori al 95%, fatta tramite Salk (inattivato) sia sostanzialmente inefficace in caso di epidemie, al contrario delle vaccinazioni orali Sabin con virus attenuato.
    Questo potrebbe anche “spingere” qualche ente governativo/sanitario europeo a riproporre, anche in termini d’obbligo, la perniciosa vaccinazione Sabin, che tanti invalidi ha generato tra i vaccinati dell’epoca, anche da noi (e anche per questo fu sostituita dal salk), oltre al contribuire fortemente alla diffusione dei virus vaccinali nel territorio, con ulteriori rischi anche per il resto della popolazione.
    E poi ci devono anche spiegare questo, viviamo già in un contesto sociale multietnico, io vivo a Roma, dove ci sono già tanti immigrati pakistani, nigeriani, egiziani, etc., ossia già provenienti da paesi a rischio, dove la polio è ancora endemica/epidemica, quindi che differenza c’è con gli eventuali futuri immigrati/profughi provenienti dalla Siria? Aumenteremmo di qualche unità il già potenziale pericolo, oppure, meglio, il pericolo non esiste? Perché altrimenti già saremmo a rischio, no?
  • #4Cristina(giovedì, 14 novembre 2013 14:59)
  • Grazie Dottore per aver sollevato il discorso Polio, che mi sta un po’ angosciando.. sono infatti una mamma che ha fatto scelte non convenzionali in piena coscienza e convinzione, ma che non riesce a non farsi suggestionare dalle voci che in precedenza e per quasi 40 anni ho considerato “autorevoli” (organi di stampa e tv).
    Non potrebbe pubblicare per completezza anche le tabelle relative alle regioni AFRO, EMRO, SEARO?
    Cristina
  • #5C.(giovedì, 14 novembre 2013 23:07)
  • Onestamente non capisco dove il suo articolo voglia andare a parare o a cosa vorrebbe alludere. Sia più chiaro oppure il suo articolo risulta essere inutile da un punto di vista scientifico e pernicioso dal punto di vista della divulgazione medica.
  • #6Lorenzo(venerdì, 15 novembre 2013 00:10)
  • grazie Dottore per i suoi articoli che permettono ad ognuno di noi di riflettere e di assumere delle scelte in piena consapevolezza…ciò che, purtroppo, ad oggi gli organi di stampa e la comunità medica non ci garantiscono
  • #7Giada(sabato, 16 novembre 2013 08:46)
  • Grazie per l’approfondimento!
  • #8Lucia(sabato, 16 novembre 2013 12:56)
  • ancora una evidenza che il dibattito vaccino sì vaccino no è più legato ad un problema economico piuttosto che igienico-sanitario. cara C. io leggo un articolo molto completo, imparziale e ricco di dati, ognuno tragga le proprie considerazioni, l’articolo è molto chiaro..l’immunità di gregge è una baggianata in quanto zone polio free non hanno copertura vaccinale adeguata (parlaimo del 95%) e zone con polio endemica hanno copertura vaccinale molto elevata. è legittimo pensare che il problema polio sia collegato alle condizioni igienico-sanitarie piuttosto che alla copertura vaccinale? La risposta dell’autore sulla vaccinazione anti-poilio Salk lascialquanto perplessi…
  • #9Nicola(venerdì, 22 novembre 2013 17:39)
  • 1. dove sono le tabelle delle zone con copertura al di sopra del 95% in cui vi sono casi di polio (questo solo per evidenziare la non sistematicità del metodo dell’autore)?
    2. herd immunity non significa che nessuno si ammala, significa che la malattia non diventa epidemica. Resta naturalmente endemica finché le strategie di immunizzazione, aggiunte all’innalzamento del livello di igiene, non sono tali da eradicarla.
    3. in una popolazione non esposta ad un agente patogeno l’immunizzazione non serve, ma è necessario essere consapevoli che se avviene l’esposizione, poi la patologia diventa epidemica (pensate ai nativi d’america sterminati dall’influenza portata dai conquistadores). In america latina, dove la copertura vaccinale nti-polio è al di sotto del 95% (ma comunque abbastanza alta), la polio evidentemente farebbe più strada (e malati, e vittime) che in europa, dove la copertura è più elevata.
    4. I numeri dei casi riportati sopra sono (per fortuna) talmente piccoli da rendere necessaria la contestualizzazione locale (geografica) dei dati riportati, cosa che non viene fatta.
    5. perché queste cose non sono scritte in un articolo peer-reviewed? sarebbero da nobel, se vere (e la risposta è forse proprio il motivo per cui sono invece lasciate in un blog nel quale, fra l’altro, vedo anche un link per l’acquisto dei libri dell’autore).
  • #10Caterina(lunedì, 16 dicembre 2013 21:29)
  • Dottore, io al momento non ho figli ma spero di averne, per cui ho già iniziato ad informarmi sui reali rischi dei vaccini. Devo dire che sono molto perplessa perché trovo opinioni del tutto inconciliabili. Io credo che in tutti i fatti umani ci sia sempre una verità oggettiva, per cui mi chiedo: è così difficile da trovare? E’ così difficile che dei ricercatori indipendenti facciano dei test rigorosi sull’affidabilità, le reazioni avverse e la composizione dei vaccini? Io credo che finché non avremo questi dati tra le mani, genitori e futuri tali vivranno nel panico tanto per il rischio delle malattie quanto per quello delle complicazioni da vaccinazione.
  • #11Silvia(domenica, 02 febbraio 2014 16:24)
  • Carissimo professore, io sono la mamma di un bimbo di 14 mesi (non vacciato), che a breve dovrà essere operato: non sono preoccupata per l’operazione, ma per il rischio di contagio, visto che in ospedale ci sono molti bimbi stranieri.
    Le volevo chiedere se, per favore, mi potrebbe consigliare se ci sia una tipologia di vaccinazione che è meglio visto il ricovero in chirurgia (ha un testicolino trattenuto) o anaslisi da fare prima o dopo.
    Poi ho una domanda che mi affligge da tempo: la polio può essere trasmessa al mio bimbo dai bambini che hanno fatto da poco la vaccinazione col virus “ucciso” (quella che fanno ora per via intramuscolare?
    Scusi se ho usato termini poco medici, è tanto che cerco di documentarmi, ma nessuno mi spiega nulla, salvo dirmi che sono un incosciente ad aver aspettato fin ora!
    Non lo faccio con leggerezza, ho realmente paura che mio figlio possa prendersi la polio dai tantissimi bimbi stranieri che ci sono nella nostra zona (su una classe di 18 bimbi solo 5 sono italiani) ma ho più paura che gli venga un cancro, o altri problemi a causa dei “veleni” che mettono nei vaccini.
    Grazie infinite!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    PS Io sono di Parma
  • #12Mariella(venerdì, 20 giugno 2014 16:45)
  • Di una cosa siamo certi che da quando ci sono i vaccini e grazie ai vaccini ,sono scomparse molte malattie, e’ diminuita la mortalità’ infantile e anche chi scrive in questo blog e i suoi figli non hanno avuto la poliomielite ,la difterite ,la meningite da haemofilus ,il tetano,la pertosse ,l’epatite b, il morbillo,la rosolia e neanche le sequele dovute alle malattia,grazie ai vaccini !!! Smettiamola per favore di buttare fango ad un intervento sanitario, che ha salvato noi e salva anche oggi i nostri figli.
    Abbiamo dimenticato quanti bambini morivano nei primi anni di vita ? Quanti compagni di scuola storpi avevamo in classe ?Ma stiamo scherzando ? No,con la salute dei miei figli non si scherza ?
    Bisogna parlare con dati certi, e di certo c’è che la poliomelite nei paesi in cui si vaccina bene non c’è quindi è opera del vaccino e solo del vaccino, e se in alcuni paesi c’è qualche caso e’ perché non si vaccina abbastanza e ci sono popolazioni che migrano ,senza controllo.
    E poi i casi di autismo , diabete e quant’altro sono aumentati semplicemente perché si fa più diagnosi,e per quanto riguarda l’autismo prima non si chiamava autismo perché non avevano dato un nome a questa malattia e si diceva che quel bambino era un po’ ‘strano ‘ ed è stato ampiamente dimostrato che purtroppo la causa è genetica e non c’entrano i vaccini e dovrebbero essere tutti i bambini vaccinati autistici.
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