I dati ISTAT sui decessi da influenza

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Il dato della mortalità per influenza in Italia è fornito spesso in modo scorretto, amplificato dagli esperti in “statistica mediatica” che non riportano mai i numeri reali e le statistiche ufficiali, ma usano sovrapporre più dati per arrivare all’affermazione che i decessi annuali per influenza sono circa 8000 l’anno.

Le statistiche di mortalità nel nostro paese sono elaborate a partire dalle informazioni riportate nella scheda ISTAT. In questo certificato si fa riferimento alla “causa iniziale”, ossia alla malattia che, attraverso eventuali complicazioni o stati morbosi intermedi, ha condotto al decesso. Vengono seguite le regole fissate dalla Classificazione Internazionale delle Malattie, coordinate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per garantire l’uniformità a livello internazionale tra i vari paesi.  Dal 2000 le statistiche di mortalità utilizzano la classificazione ICD10, che è adoperata dall’ISTAT  a partire dai decessi dall’anno 2003. Prenderemo in esame i dati dal 2006 perché quelli relativi agli anni 2004 e 2005 non sono stati codificati dall’ISTAT.

Mortalità per influenza (codici J10-J11)

Schermata 2014-12-29 a 22.28.30

Mortalità per polmonite (codici J12-J18)

Schermata 2014-12-29 a 22.28.44

Il significato dei codici:

J10 -influenza, virus influenzale identificato
J11- influenza, virus non identificato
J12- polmonite virale non classificata altrove  (esclude polmonite in influenza)
J13-polmonite da Streptococcus pneumoniae
J14-polmonite da haemophilus influenzae
J15-polmonite batterica non classificata altrove
J16-polmonite da altri microrganismi non infettivi non classificate altrove
J17-polmonite in malattie classificate altrove
J18-polmonite da microrganismo non specificato

I codici J10 e J11 fanno riferimento ai decessi causati dall’influenza: il J10 viene usato quando il virus influenzale è identificato, il J11 quando tale virus non è stato individuato, ma i sintomi presentati dal paziente hanno indirizzano verso tale patologia. Ricordiamo che i virus responsabili delle sindromi influenzali sono centinaia, e che il virus dell’influenza è solo uno di questi. I decessi attribuibili all’influenza rientrano in queste due categorie, comprendendo così più agenti etiologici. Tutti gli altri codici, da J12 a J18 non fanno riferimento all’influenza. Sono decessi causati da polmoniti provocate da batteri, microrganismi o addirittura altre condizioni patologiche, escluse l’influenza. E’ evidente che si tratta di categorie diverse,  e non c’è alcun motivo di aggregarli, se non a fini propagandistici. Con questo piccolo artifizio, sommando i 400 decessi per influenza (che comprende anche quelli di sindromi influenzali) con gli 8345 di polmonite nel 2011 si arriva al numero che circola sulla stampa.

Seguendo la stessa logica si potrebbero attribuire all’influenza tutti i decessi per insufficienza cardiaca, malattie cerebrovascolari, diabete, o (perché no?)  per traumi, incidenti stradali, cadute accidentali purché avvenuti nel periodo della stagione influenzale.

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