Chiedete ai vostri amici

11_news_mainframe_life_reise_2012_bilderserie_nationalgeografic_3Chiedete ai vostri amici, ai vostri conoscenti che hanno appena vaccinato il loro bambino per quali malattie hanno praticato l’iniezione.  Non stupitevi se nella maggior parte dei casi non sanno rispondere, o forniscono una risposta sbagliata. Non è colpa loro. La responsabilità  è di chi non fornisce un’informazione adeguata prima di questo atto che è  comunque importante, sia che tutto fili liscio, sia che insorgano delle complicazioni. Certamente queste non sono la regola, anzi, fortunatamente  non sono troppo frequenti. Ma avvengono, in modo diverso, in tempi differenti, molto più spesso di quello che si crede. In maniera a volte evidente, dopo poche ore dalla inoculazione, a volte dopo mesi. Perché i vaccini devono,( è la loro funzione) intervenire sul sistema immunitario , ancora immaturo e fragile, del bambino, e possono causare una rottura permanente e irreversibile del suo equilibrio.

Sono sempre più numerosi i genitori che si pongono dei dubbi, dei ragionevoli dubbi, sull’opportunità di praticare sette, otto vaccini a tre mesi di età. Le risposte che vengono loro fornite hanno sempre un vago sentore di propaganda. Non si entra mai davvero nel merito dei ragionamenti in base alle (poche) conoscenze scientifiche: si rassicurano le persone con il solito ritornello: i vaccini sono sicuri e efficaci. Ho letto quanto ha scritto a riguardo il Prof Principi, e sento il bisogno di fornire alcune risposte, perché, a mio avviso, si negano alcune evidenze.

La prima: si esalta la “comodità” di praticare in un’unica somministrazione sei vaccini contemporaneamente.  “Se ogni vaccino fosse somministrato separatamente si dovrebbero fare decine di visite vaccinali e il bambino dovrebbe subire decine di iniezioni intramuscolari con ovvie conseguenze negative sia sul piano fisico che su quello organizzativo. Da qui la necessità di conglobare il tutto, utilizzando i cosiddetti vaccini combinati e somministrando contemporaneamente a questi quelli che debbono essere iniettati separatamente” Sostiene Principi. Ma  può, dati alla mano, dirci cosa succede nell’organismo, nel sistema immunitario del bambino 5-10 anni dopo la somministrazione dei vaccini multipli? Semplicemente no, perché non esistono studi adeguati che mettano a confronto la salute dei bambini vaccinati con quella dei bambini non vaccinati. Di più: non sappiamo nemmeno se le risposte immunitarie indotte dai vaccini combinati siano diverse o equivalenti dai vaccini  singoli. Oggi ho esaminato il dosaggio degli anticorpi antitetano in un bambino vaccinato con l’esavalente e un bimbo della stessa età non vaccinato. Sorprendentemente, il valore era alto nel bambino che non aveva ricevuto il vaccino, era zero in quello vaccinato. Perché non sempre alla vaccinazione corrisponde l’immunizzazione, cioè la produzione degli anticorpi utili a prevenire la malattia. Quindi non sempre i vaccini sono efficaci. E nessuno conosce la durata individuale della immunizzazione, quando questa si verifica. Gli effetti collaterali sistemici che si manifestano a breve distanza di tempo dopo la somministrazione di un vaccino esavalente sono significativamente maggiori rispetto a quelli che si registrano dopo la somministrazione contemporanea degli stessi antigeni ma in siti diversi. Febbre, sonnolenza, irritabilità, pianto inconsolabile, vomito, diarrea, perdita dell’appetito hanno ad esempio un’incidenza molto maggiore dopo l’esavalente che dopo l’inoculazione di un pentavalente + epatite B. I vaccini sono gli stessi, ma sono iniettati in sedi diverse: questo è sufficiente a modificare la frequenza delle reazioni avverse.  E’ utile sacrificare la sicurezza alla comodità? Comodità per chi, per i bambini o per il Sistema Sanitario?

La seconda: “L’insieme dei soggetti che hanno febbre elevata dopo l’esavalente è inferiore al 10%”. Sostiene Principi. Certo, se il problema delle vaccinazioni fosse solo qualche linea di febbre, non varrebbe nemmeno la pena di stare a discuterne. Tutti i bambini danneggiati, lesi, o morti dopo e in conseguenza della vaccinazione non esistono, perché l’unico problema è quello della febbre, perché si sa: i vaccini sono sempre sicuri. Sono incuriosito dal dato del 10%, mi piacerebbe sapere da dove è ricavato, forse dal nostro sistema di vaccino-vigilanza, a dimostrazione della sua inadeguatezza. Uno studio di vigilanza attiva ha evidenziato che il 66% dei bambini sviluppa una temperatura > ai 38,5° durante la somministrazione del ciclo primario delle vaccinazioni. Finché si continuerà a negare l’esistenza delle reazione avverse,  dei bimbi lesi dai vaccini dobbiamo credere che queste argomentazioni siano  solo frutto di propaganda. E la propaganda è quanto è di più lontano dal metodo scientifico.

La terza: “Si dà per scontato che l’iniezione di un elevato carico di sostanze stimolanti il sistema immunitario non potesse creare alcun problema perché questo carico è in ogni caso inferiore a quello che un bambino normale riceve ogni giorno tramite le sostanze contenute in ciò che respira o introduce per altra via nell’organismo senza rendersene conto e contro le quali produce quantità enormi di anticorpi” Sostiene Principi. Affermazione che non tiene conto dell’enorme differenza tra l’entrare in contatto con virus e batteri, o con sostanze tossiche per vie naturali rispetto all’iniezione diretta intramuscolare. Se sappiamo qual è la dose di mercurio o di alluminio tossica per assunzione, ad esempio, per via alimentare, non conosciamo  l’entità della dose tossica per la introduzione diretta nell’organismo attraverso una inoculazione.  E’ dimostrato che mercurio e alluminio sono sostanze neuro tossiche, che possono, in soggetti predisposti, causare importanti danni alle funzioni cerebrali. E che tali danni sono più gravi e frequenti quanto minore è l’età del soggetto cui si somministrano.

La quarta: “Il momento della somministrazione dei vaccini è scelto dalle autorità sanitarie in base alla epidemiologia e alle caratteristiche della malattie che si vogliono prevenire e alla possibilità dell’organismo di dare una adeguata risposta protettiva alla somministrazione dei singoli preparati.” Sostiene Principi. Affermazione contraddetta da uno studio che ha  analizzato i dati di una coorte di oltre 11.000 bambini  che avevano ricevuto fino a quattro dosi di DTP;  il rischio di asma era dimezzato nei piccoli nei quali la prima dose era stata ritardata di più di due mesi; per quelli con somministrazione ritardata di tutte le prime tre dosi la probabilità di asma scendeva ancora.  In una situazione epidemiologica come quella presente in Italia, che vede la scomparsa della poliomielite da più di 30 anni, e della difterite da più di 20, il calendario vaccinale continua a indicare l’età di 3 mesi per la loro prima somministrazione vaccinale. Insieme al tetano, per un bambino che inizierà a camminare dopo l’anno, e per l’epatite B che si trasmette per via sanguigna o per rapporto sessuale. Insieme a due vaccini facoltativi, ma resi di fatto obbligatori dalle scelte dell’industria e dall’assenza di informazioni esaurienti.

Davvero, chiedete ai vostri amici quali sono i vaccini che si fanno a tre mesi?

 

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Commenti: 21

  • #1

    Fabiana (lunedì, 06 maggio 2013 17:55)

    come sempre, sante parole Dottore…di certo so spiegare di più io il perchè non ho vaccinato i miei figli di chi invece li ha fatti vaccinare…e magari premette anche:”non avrei voluto farlo ma poi l’ho fatto e mi sento in colpa”…mah…

  • #2

    monica (lunedì, 06 maggio 2013 19:59)

    Ma… domanda… se ho fatto a mio figlio il primo vaccino esavalente, posso rifiutarmi di fare i richiami, temporeggiando e posticipandoli invece dopo il compimento di età? Avrebbe un senso/una maggiore sicurezza?

  • #3

    anna (lunedì, 06 maggio 2013 21:04)

    Monica, ti suggerisco di leggere e informarti bene sul argomento. Puoi interrompere il ciclo vaccinale, ma devi essere sicura nella tua decisione e preparata in materia. SE hai un profilo Facebook, ti suggerisco ad iscriverti al gruppo COMILVA.

  • #4

    Francesca (lunedì, 06 maggio 2013 23:25)

    mi pento e mi strapento di aver fatto l’esavalente al mio primo figlio, quando ancora non sapevo nulla…poi mi sono informata e i miei due altri figli non li ho vaccinati per nulla, e anche al primo non ho fatto più nulla. Monica prenditi tutto il tempo che ti serve per capirci meglio, per documentarti, non devi assolutamente preoccuparti delle scadenze che ti dà la asl. ti cosiglio i libri del dotto Seravalle e del dott Gava oltre che sito Comilva.franci

  • #5

    Maribea (martedì, 07 maggio 2013 09:12)

    Grazie dr. Serravalle. Se chi dice che vaccinare è la scelta migliore sapesse argomentare in maniera inoppugnabile, allora lo ascolterei. Ma posto che non è così, mi informo e informo gli altri, affinché scelgano in modo consapevole.

  • #6

    goldie (martedì, 07 maggio 2013 13:08)

    Infatti, anche io mi sono presa il tempo. Ho comunicato alla Asl la mia volontá di informarmi meglio, dopo due richiami giá effettuati, e le ho comunicato che avevo bisogno di qualche mese di tempo… sono stata rispettata.. e nel frattempo ho studiato e cercato coraggiosamente informazioni, anche le più scomode. Grazie dottor Serravalle. Penso che indietro non si possa tornare, ma si può fare del proprio meglio per stare bene nel presente. L’alimentazione aiuta moltissimo. Per avere contatti con il Comilva non serve per forza Facebook. C’é anche un bel forum nel sito ufficiale del Comilva.

  • #7

    Roberta (martedì, 07 maggio 2013 18:16)

    La mia bimba aveva l’appuntamento per l’esavalente a esattamente DUE MESI E 15 GIORNI di età, non ci siamo presentati comunicando all’ASL il nostro dissenso informato alle vaccinazioni e da allora continuiamo ad informarci sull’argomento.

    Una delle cose che mi genera più domande è che non esiste una via di mezzo tra le due fazioni, chi è a favore dei vaccini li ritiene assolutamente indispensabili, chi è contro li ritiene non utili e dannosi… spesso si trovano anche pareri diametralmente opposti ad esempio in ospedale consigliano di vaccinare i bimbi nati prematuri al momento delle dimissioni mentre in un articolo che ho letto recentemente il Dott. Gava ritiene questa pratica molto pericolosa. E questo è solo un esempio…

    Chi come me è solo genitore e non ha conoscenze mediche non sa veramente di chi fidarsi, posso anche chiedere i bugiardini dei vaccini ma poi cosa ci capisco? Posso chiedere consiglio alla mia pediatra ma quando mi dice che vaccinare è utile, che lei i vaccini li consiglia tutti anche quelli facoltativi e mi argomenta le sue motivazioni io come posso controbattere? Non ne ho gli strumenti…

    A me spaventano le malattie ma anche i danni da vaccino e vorrei trovare qualcuno che mi consiglia un giusto iter di prevenzione per mia figlia.

  • #8

    pozz (martedì, 07 maggio 2013 22:55)

    Sarebbe bello poter leggere la bibliografia degli studi che cita nel suo articolo. Grazie.

  • #9

    eugenio (mercoledì, 08 maggio 2013 00:11)

    Le fonti bibiliografiche sono presenti nel libro Bambini supervaccinati. E’impossibile riproporle in ogni post.

  • #10

    silvia scalora (mercoledì, 08 maggio 2013 12:28)

    Conosco il Dott. Serra alle e concordo in pieno con quanto afferma. Ho 2 bimbi di 5 e 2 anni, col primo ho avuto la lettera per esavalente quando aveva 45 giorni,mi son rifiutata e da allora gli sto facendo,uno alla volta, solo i vaccini cosiddetti obbligatori, esclusa per ora l’epatite, che gli faro’ piu’ avanti. Con la seconda stesso sistema, ovviamente mi son documentata, ho cercato di capire e confrontare opinioni prima de decidere, anchevperche’ogni genitore agisce nell’interesse del bambino, si spera sempre di non sbagliare o fare meno errori possibile.una cosa ho notato, in questi 2anni tra il primo e secondo figlio l’atteggiamento delle USL e’unpo’ cambiato, prima ti guardavano come un’assassina, ora valutano, ascoltano e propongono soluzioni per chi,come me, e’ contraria alla sommonistrazione unica di 6 vaccini ma crede che una protezione contro alcune makattie si debba provare a darla..la verita’non e’ mai da una parte sola,ci vorebbe piu’ bo senso da ambo le parti..sul discorso comodita’ no commenta, la salute dei miei figli viene prima della piccola noia di fare qualche viaggio in piu’ alle USL, o no?!?!

  • #11

    Mario DL (giovedì, 30 maggio 2013)

    ringrazio molto il dottor Serravalle per i toni, la serietà e l’impegno con cui porta avanti la sua posizione, cui aderisco con convinzione dopo aver letto il suo “Bambini supervaccinati” e altri testi suoi e di Gava.
    Una nota che penso utile a comprendere meglio: questo suo post è una risposta a un articolo del prof Nicola Principi, ordinario di pediatria a milano e pubblicato qui http://bambini.corriere.it/2013/04/29/vaccinazioni-e-meglio-diluirle-nel-tempo/
    Grazie ancora e buon lavoro.

  • #12

    Stefania (sabato, 01 giugno 2013 00:12)

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/05/30/news/tragedia_all_asilo_nido_bimbo_muore_nella_culla-59944543/
    Il bimbo aveva fatto il vaccino il giorno prima, ma in tutte le notizie si parla di probabile morte in culla, cioè senza alcuna spiegazione.
    Cosa ne pensa dottore? ci può essere una correlazione tra vaccinazione e Sids?

  • #13

    serena (giovedì, 13 giugno 2013 09:21)

    Dottore se a mia figlia è già stata inoculata la prima dose di esavalente e la prima di pneumococco, è necessario che le vengano somministrate anche le ultime due dosi? Cosa succede se interrompiamo le vaccinazioni?

  • #14

    claudia (giovedì, 13 giugno 2013 18:18)

    Sono perfettamente d’accordo con Roberta. Anche io come genitore mi trovo estremamente in difficoltà, dato che quando parlo con la pediatra mi sento di essere d’accordo con lei sulla questione di vaccinare, poi però mi salgono dei dubbi e vado in paranoia.
    A settembre dovrei fare il terzo richiamo dell’esavalente. Di una cosa sono certa: un bombardone unico non glielo faccio sparare più alla mia bimba, gliene farò fare uno alla volta…Questa è l’unica cosa di cui mi sento abbastanza sicura.

  • #15

    michela (venerdì, 13 settembre 2013 11:21)

    Salve, mio figlio ha 2 mesi ed è arrivata la chiamata per l’esavalente, che non vogliamo fare. Qual’è l’iter giusto da sguire per rifiutarci? che significa comunicare il dissenso informato? grazie!

  • #16

    Ornella (lunedì, 07 ottobre 2013 10:13)

    Buongiorno Michela,
    sul sito di COMILVA trovi tutte le informazioni che ti servono per il dissenso al vaccino, ci possono essere iter diversi a seconda della Regione in cui vivi… ciao

  • #17

    giovanni (mercoledì, 01 gennaio 2014 12:03)

    Da quando ci siamo informati, abbiamo capito le assurdità che ci vengono propinate . Mai più vaccinazioni, l unico motivo x cui esistono sono i soldi che girano intorno. Non capisco chi dice “mi sono informata e ho decisodi farli”. Non hai capito un bel niente di niente.
    nienteniente.a mi dispiace.

  • #18

    Claudia (mercoledì, 01 gennaio 2014 20:29)

    Scusa Giovanni, io sono biologa e vivo in Norvegia, quando nel 2009 hanno vaccinato contro la influenza suina io ho deciso di non vaccinare né mia figlia ne me stessa (ero incinta), la mia collega ha deciso in modo opposto, entrambe dopo esserci informate, entrambe siamo biologhe e quindi ci siamo informate non sui siti internet ma direttamente dalle pubblicazioni scientifiche (ricerche che peró spesso sono finanziate dalle case farmaceutiche). Abbiamo discusso tanto ma alla fine abbiamo agito in base al nostro buon senso e alla nostra coscienza, perché diciamoci la veritá: sui vaccini non ci si capisce nulla, trovi tutto e il contrario di tutto. Io capisco sia chi decide di farli che chi decide il contrario. Tu ti sei informato dove?

  • #19

    Claudia (mercoledì, 01 gennaio 2014 20:32)

    Poi per rispondere a chi é contrario alla dose unica, si é vero sono tanti vaccini tutti assieme, peró gli eccipienti (mercurio e simili) sono iniettati una volta sola, mentre facendi i vaccini separati si moltiplicano anche le dosi di eccipienti con potenziali effetti dannosi. Questo problema me lo sono posto anche per i miei cani.

  • #20

    rachele sagramoso (lunedì, 06 gennaio 2014 15:09)

    Caro dr Serravalle, che duro lavoro è quello di chi desidera rendere libere le persone: il libero arbitrio pare lo rimuovano alla nascita, infatti. Basti pensare solamente alle metodologie educative che i genitori applicano (quelle retaggio della propria educazione e quelle consigliate da qualche rivista sponsorizzata dalla Nestlé e dalla Novartis): i ricatti affettivi, gli “aut aut”, i rinforzi positivi o negativi (quelle cose consigliate anche dalle tate televisive)… Tutte modalità che abituano i bambini che, un domani, saranno adulti, a non pensare autonomamente ma a dipendere fisicamente e psicologicamente dall’autorità di riferimento (il genitore prima, il partner poi). In questo modo i bambini crescono allevati alla s-pensieratezza e al fatto che bisogna adeguarsi all’altro e alla sua opinione. Ho conosciuto donne che fanno figli perché devono (per poi applicare metodi come la Hogg o Estivill), padri che fanno figli perché è così che bisogna fare (salvo poi pagare per violentare figlie coetanee delle proprie), genitori insoddisfatti della loro modalità di accudimento ma incapaci di pensare con la loro testa. Fornire informazioni scevre da condizionamenti economici per consentire alle persone di capire e scegliere, è stancante: applichi la maieutica e cerchi di essere accogliente ed accettante. Poi si tocca il tasto della responsabilità che giunge dopo la conoscenza, e lì pare crollare tutto.
    Andiamo avanti, però.
    Speriamo che, parlando a 100, 10 ascoltino e 5 facciano il passo.
    Minacce? Molte, grazie.
    Ma io guardo avanti.
    Continua così.

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