Il momento migliore

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il latte materno è l’alimento ideale per i bambini fino a sei mesi di vita senza necessità di alcuna integrazione.Anche le Linee Guida del Ministero della Salute consigliano di integrare con cibi solidi e semisolidi l’alimentazione da questa età. Secondo l’ESPGHAN (European Society of Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition) è opportuno iniziare lo svezzamento quando il bambino sta in posizione seduta, mantiene la testa dritta, se coordina gli occhi e le mani, afferra il cibo, lo mette in bocca, ed è in grado di deglutirlo. La mamma e tutta la famiglia hanno il diritto di compiere una scelta libera e consapevole sull’allattamento e l’alimentazione del bambino, e per questo devono avere accesso a un’informazione corretta.

Le leggi del mercato.

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Una vita senza malattie, o meglio, l’eterna giovinezza, sono da sempre nei nostri sogni. Lo sa bene anche l’industria farmaceutica che sfrutta questi desideri per vendere i suoi prodotti. Così la salute è diventata una merce e come tale è soggetta ai meccanismi economici della domanda e dell’offerta. La domanda è spesso condizionata da un’industria che investe un terzo del suo bilancio complessivo in marketing, il doppio di quello che spende nella ricerca. I colossi farmaceutici destinano ogni anno decine di miliardi di dollari per promuovere medicinali. La pressione si esercita sui medici con offerte di viaggi, inviti a congressi, regali, finanziamenti a società scientifiche e sulla popolazione con pubblicità mascherata da campagne di informazione: avete presente i due fiammiferi che si accendono in tempi differenti, così presenti nei nostri televisori?

Una montagna di zucchero

sucre en poudreSi fa bollire l’acqua, e quando avrà raggiunto la giusta temperatura si versa in una teiera preriscaldata. Il thè si lascia in infusione da 3 a 5 minuti. Qualcuno lo beve così, altri aggiungendo latte o limone. Molti aggiungono lo zucchero, ma non ho mai visto nessuno versarne 4 cucchiaini e mezzo in una tazza.  E’ questa la quantità di zucchero contenuta nell’Estathè. Nei 20 cl dell’infuso sono presenti acido ascorbico, 0,2% di succo di limone,  aromi non specificati, e ben 22,6 grammi di carboidrati, per la maggior parte rappresentati da zucchero.

Preferisco Bio

Nonostante la crisi economica il consumo di alimenti biologici è in aumento. In Italia nell’ultimo anno tre famiglie su quattro hanno acquistato almeno un prodotto biologico, nel 2011 i consumi sono cresciuti del 9%, nei primi 6 mesi del 2012 l’aumento è di oltre il 6% . E’ da più di cinque anni che si conferma questo trend positivo. Il giro d’affari, stimato al consumo, è di più di 3 miliardi di euro collocando il nostro Paese al quarto posto nella graduatoria europea, dietro Germania, Francia e Regno Unito, e sesto a livello mondiale. Non stupiscono gli attacchi dei sostenitori di OGM, di pesticidi e fertilizzanti chimici. Molti giornali hanno dato notizia di uno studio comparativo sul valore nutrizionale di alimenti biologici e convenzionali pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine che ha affremato: “Non è dimostrato che gli alimenti biologici siano molto più nutrienti rispetto a quelli convenzionali. Il consumo di alimenti biologici può ridurre l’esposizione ai residui di pesticidi e batteri resistenti agli antibiotici”.

Chi paga il pifferaio scieglie la musica

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In giornate così calde, si cerca refrigerio anche con bibite e bevande. Io evito quelle che contengono Il 4-metilimidazolo, in Europa identificato dal codice E150d,  che conferisce il classico color caramello alle bibite a base di cola (es. Coca Cola e Pepsi), di chinotto, e di thè. Dal 2008 il 4-metilimidazolo è inserito nella lista di sostanze nocive per la salute dell’uomo per il rischio di cancerogenicità. Secondo i dati del  Center for Science in the Public Interest  (CSPI, una delle più importanti associazioni che si occupano dell’impatto delle sostanze tossiche sulla salute)  i livelli di 4-MEI nelle bevande a base di cola delle maggiori corporation aumentano il rischio di cancro sino a 4,8 casi su 100.000 . “Può nuocere gravemente alla salute” è quanto sarebbe dovuto comparire sulle bottiglie e sulle lattine delle diffusissime bevande, in base alla legge californiana, dove la sensibilità ambientalista e l’attenzione contro le sostanze inquinanti e tossiche presenti nel cibo e nell’acqua sono molto alte.