Allerta polio? Previsioni smentite

IMG_9644Recentemente l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che la diffusione della poliomielite costituisce un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale e ha emesso raccomandazioni temporanee a norma dell’International Health Regulations (IHR 2005) per ridurre l’esportazione dei poliovirus. Poi però i dati 2013 danno tutta un’altra visione della cosa. Vediamo meglio cosa è accaduto.

Le principali misure raccomandate dall’OMS sono state:

1 ) garantire che i residenti e chi ha soggiornato per lunghi periodi in Camerun, Pakistan e Siria siano vaccinati prima di un viaggio internazionale;

2 ) incoraggiare i residenti e chi ha soggiornato per lunghi periodi in Afghanistan, Guinea Equatoriale, Etiopia, Iraq, Israele, Somalia e Nigeria a ricevere la vaccinazione prima di un viaggio internazionale;

3) accertare che tali viaggiatori siano forniti di un certificato internazionale che documenti lo status vaccinale.

La preoccupazione nasceva dal fatto che i casi di polio erano aumentati nei primi mesi dell’anno, periodo climaticamente poco favorevole per la trasmissione della malattia. L’Oms ha dunque prescritto quelle misure in considerazione del fatto che maggio e giugno sono considerati i mesi ad alta trasmissione.

I dati consultati il 26 ottobre forniti dal Programma internazionale di eradicazione della polio http://www.polioeradication.org/dataandmonitoring/poliothisweek.aspx indicano che i casi di polio alla stessa data dell’anno scorso sono in diminuzione. E che nel 2013 i casi totali sono stati 416: avete capito bene, 416. Un paragone? La lebbra conta 230mila nuovi casi ogni anno nel mondo (http://www.aifo.it/contents/lebbra-e-sanita-di-base-2), 216 milioni i casi di malaria stimati nel mondo (http://www.epicentro.iss.it/problemi/malaria/epid.asp).

E’ ancora presto per dire se tale riduzione sia frutto delle iniziative messe in atto, o se vi sia stato un allarmismo ingiustificato. Nel nostro Paese si è utilizzato questo allerta, che ha interessato zone geograficamente lontane (basta scorrere l’elenco delle nazioni interessate dal piano straordinario dell’OMS) per diffondere un po’ di paura tra i genitori e per dar fiato al solito ritornello: “Ma sei matta a non vaccinare tuo figlio, con tutti questi extracomunitari!”

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