L’età del morbillo

 

L’epidemiologia del morbillo è stata modificata dalla vaccinazione. Dapprima era una malattia eccezionale nel primo anno di vita del bambino (1), oggi è sempre più frequente anche in lattanti di pochi mesi.

Le donne in età fertile che non hanno avuto la malattia naturale ma che sono state vaccinate presentano livelli di anticorpi bassi e trasmettono al neonato una protezione inefficace.

 Inoltre è stato ipotizzato che una ridotta circolazione del virus comporti un abbassamento dei livelli anticorpali anche in donne che da bambine avevano avuto il morbillo.

Uno studio(2) ha esaminato i livelli di anticorpi contro il morbillo in 221 donne inglesi in gravidanza (87 avevano ricevuto da bambine la vaccinazione, 120 avevano sviluppato l’ infezione naturale). I livelli medi di anticorpi sono risultati significativamente più bassi nelle donne vaccinate e nei loro figli al momento della nascita e ai successivi dosaggi effettuati a 1, 6, 9,e 12 mesi. La presenza di anticorpi antimorbillo è stata in media rilevabile per un mese soltanto nei nati da madre vaccinata e per circa 3 mesi nei nati da madre che si era ammalata naturalmente. La quasi totalità dei bambini ha perso ogni protezione prima dei sei mesi.

Questo fenomeno si accompagna a quello già noto dello scivolamento in avanti dell’età dello sviluppo della malattia: prima della vaccinazione il morbillo era una malattia tipica dei primi 10 anni di vita, oggi è caratteristica dell’adolescenza e dei giovani adulti. In Italia nel 2008 sono stati notificati 6504 casi di morbillo, con 126 focolai epidemici in 15 Regioni. Più colpito il Piemonte, dove l’ età media è stata di 17 anni (range 0-77 anni). Quasi il 60% (1247 casi) aveva un’età compresa tra 15 e 44 anni; in particolare il 23% aveva tra 15 e 19 anni, il 15% tra 20 e 24 anni e il 21% tra 25 e 44 anni.(3)

Nel corso del 2009 nei 32 Paesi europei partecipanti alla rete Euvac.net sono stati segnalati 7.178 casi di morbillo. Il 10% ha riguardato lattanti, il 41% bambini di 1-9 anni, il 49% soggetti di età maggiore (più di 30 anni il 18%). Le informazioni sullo stato vaccinale (ottenute nell’82% dei casi) dicono che i non-vaccinati rappresentano il 63%, ed i vaccinati il 19,4% dei malati, mentre non si conosce lo stato nel 18%.(4)

La suscettibilità dei lattanti al morbillo e la diffusione della malattia in età più avanzata sono un prezzo molto alto rispetto ai presunti benefici del vaccino. A meno che non si vogliano vaccinare anche i neonati (in sala-parto?) o prospettare una terza o quarta dose

(prima della pensione?).

1-Bartolozzi G. Vaccini e vaccinazioni Ed Masson

2- Leuridan L, et al. Early waning of maternal measles antibodies in era of measles elimination: longitudinal study BMJ 2010;340:c1626

3- http://www.epicentro.iss.it/focus/morbillo/ripresaIta07-08.asp

4- http://www.euvac.net/graphics/euvac/pdf/annual_2009.pdf

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